IL BIMILLENARIO? QUELLA E’ ROBA DEL 2018…

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DESOLANTE DESTINO PER LE PROPOSTE DI LEGGE DI PEZZOPANE E PELINO

13 AGOSTO 2017 – Hanno fatto a gara, le due senatrici che beccano voti a Sulmona, ad annunciare le loro proposte di legge per il Bimillenario della morte di Ovidio. Ha detto una: “La mia legge porterà cinque milioni”. Si è impettita l’altra: “La mia otto”, come a dire: “se non la smetti ne porto pure dieci, con tutto il cucuzzaro”.Il Bimillenario sta per finire e le leggi fino ad oggi hanno ottenuto la… calendarizzazione. Cioè se ne parlerà, ma non si quando e con quali possibilità di successo. Una delle due senatrici, Paola Pelino, pare non possa neppure andare più a Roma perchè la Mercedes s’è ripresa l’auto che non pagava e fino a quando non passa la rettifica della ferrovia Roma-Sulmona pare che sia troppo popular prendere il treno. L’altra, Stefania Pezzopane, che ha annoiato pure il pubblico dei talk-show (di solito di bocca buona), pare sia tornata alle proposte che riguardano strettamente L’Aquila. Torneranno a gorgheggiare in coro che il Bimillenario non è finito; che qualcuno sostiene che Ovidio sia morto nel 18 d.C. e quindi, diamine, c’è un anno ancora per approvare una legge. In realtà, l’ipotesi che il Vate si sia spento nel 18 è tutt’altro che peregrina, sebbene molto marginale.

Ma non è al futuro che in questo caso occorre guardare. E’ il passato, recente e remoto, che bisogna considerare perchè solo vedendo quello che hanno fatto si potrà capire quello che faranno. In ogni legislatura impegnano i nove decimi del tempo a provvedere agli affari loro, soprattutto al modo di farsi rinominare per le elezioni. Firmano interrogazioni e proposte di legge come se piovesse, per divulgare subito i relativi annunci ad una massa di giornalisti che, invece di alzare il deretano a cercare le notizie, sono contentissimi di riempire pagine di carta ed elettroniche di queste che “Amici miei” avrebbero chiamato supercazzole. La parte residua del mandato viene da loro usata per far finta di combattere in una campagna elettorale che, da quando la legge è quella dei nominati e non degli eletti, è una parvenza di illustrazione di programmi e di alleanze. Quindi, essendo le senatrici già entrate negli ultimi sei mesi della legislatura, la legge di cinque milioni e quella di otto non saranno approvate neanche nel 2018 e non tanto perchè entrambe improvvisamente aderiranno alla ipotesi della morte nel 18 d.C., quanto perchè nel Bimillenario allungato non ci sarà più nessuna utilità per loro a vantarsi degli stanziamenti: il Senato e la Camera saranno stati rieletti, la ferrovia per Roma è quella che è e i talk-show richiedono storie nuove.