NUVOLE E FATTERELLI ALLE FALDE DEL MORRONE
Nella prima foto le nuvole che spuntano dal Vella vicino Pacentro e in primo piano a sinistra un uccello che si dirige verso il paese, più in basso delle nuvole provenienti da sinistra.
Le assai strane caratteristiche di questo autunno sostituito quasi dalla neve stanno anche nelle nuvole che passano sotto l’eremo di Papa Celestino V e si vedono appena sopra gli alberi della Villa comunale accanto al monumento ai caduti. Passano anche alle Marane lambendo la casa del sindaco uscente che ha scelto un profilo più basso di Benedetto XVI e non dà cenno di sé neanche per organizzare le prossime elezioni di primavera. Si vanno ad infrangere sotto Pacentro con lampi e tuoni. Fu proprio da Pacentro, del resto, che all’affacciarsi delle armi da fuoco, i cittadini decisero di fulminare Sulmona per tutte le angherie che infliggeva, credendo che quelle nuvole fossero residuo di combustioni malefiche dei valligiani; ma pare scelsero una colubrina, cioè un cannoncino del “vorrei ma non posso”.
La caricarono spaventosamente di polvere da sparo, forse dieci volte il consentito. Puntarono verso il campanile dell’Annunziata e misero fuoco alle polveri. La colubrina esplose, demolendo la parte di castello sulla quale fu piazzata e provocando un incendio. I Pacentrani non si persero d’animo e, ripresisi dallo stordimento, commentarono: “Se ha fatto tutto questo danno qua, figuriamoci a Sulmona…”.Nell’altra foto il monumento ai Caduti in Piazza Tresca. Dietro le cime degli alberi una massa nuvolosa bassa.






