FUTURO SENZA TEMPO E NUOVI VOCABOLARI PER SULMONA CAPITALE

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GIRANDOLA DI CONCETTI ALLA RINFUSA PER IL MASSIMO RICONOSCIMENTO NELLA CULTURA SECONDO RAFFAELE GIANNANTONIO

2 OTTOBRE 2022 –  Va dritto alla soluzione il presidente del comitato per il progetto “Sulmona Capitale della cultura”, Raffaele Giannantonio, che in settanta pagine ha raccolto il meglio delle idee. Una di queste è l’allestimento di una squadra di undici uomini “con dimensioni temporali differenti”, da Ovidio a Capograssi, il primo a rappresentare il passato, l’altro il presente (che sia morto quasi settant’anni fa cambia poco). Se è numero uno, Ovidio forse giocherà in porta “questa sfida tutta rivolta a un futuro senza tempo”. Il futuro, a meno di rivoluzioni culturali che si faranno solo nella Capitale della cultura, è una misura del tempo (“il tempo che verrà”, secondo il De Mauro). E bisognerebbe chiedere a Ovidio se gradisce essere messo in una formazione (che già lo urterebbe molto) e al fischio per fallo da espulsione (o da relegazione, tanto per rimanere al tema…) ritrovarsi nella Costanza di oggi piena di brutti palazzi e di turisti germanici da far rimpiangere le spiagge ove sentiva suggerirgli una speranza un frullo d’ala d’uccello; o, in particolare, imbattersi nella Roma dei Papi o in quella della decadenza attuale.

E meno male che il prof. ci aveva allertato, dicendo che “I contenuti proposti sono molto forti”, tanto forti che il presidente stesso mette in conto che il progetto si schianti: “L’auspicio mio, e di tutto il gruppo di lavoro, è quello che a prescindere dal risultato che otterremo a gennaio, si possa continuare a fare rete”, secondo la massima “Prova ancora, sarai più fortunato la prossima volta” che si legge ai tirassegni delle giostre. Il progetto presentato così è roba da far invidia alle astrusità che formarono oggetto della relazione alla precedente proposta di fare Sulmona Capitale della Cultura. Ma uno che credesse di più al senso dei vocaboli che usa, invece di pensare al futuro senza tempo, o al passato senza storia o al presente senza certezza e quant’è bella giovinezza paraponziponzipà, il sindaco proprio non poteva trovarlo?