MA INVECE DI ARCHI, ROSONI E PROF S’OFFERENTI, NON ERA PIU’ADATTO IL PROFILO DI OVIDIO?

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CRITICHE COSTRUTTIVE PER COMITATO E LOGO DELLA SULMONA CAPITALE DELLA CULTURA

8 AGOSTO 2022 – L’ultima candidatura di Sulmona a capitale della cultura si valeva di un appassionato, quanto autorevole sostegno, disinteressato e quindi ritagliato sul modello della migliore sponsorizzazione: l’idea lanciata dall’assessora alla cultura di Pescara, dott.ssa Paola Marchegiani, che definì “Sulmona il nostro luogo del cuore“. Basta rileggere la relazione che accompagnò la proposta partita da Sulmona per capire che non la sorreggeva nessuna autentica consapevolezza dell’importanza di un traguardo simile.

Vorremmo sbagliarci, ma un quadro analogo si presenta per la proposta di quest’anno. E’ stato diffuso un “logo” che molto alla lontana riprende le caratteristiche della città, con un acquedotto che, per essere troppo stilizzato, potrebbe appartenere a qualsiasi altra città ed un rosone (verosimilmente da collegare a quello di Santa Maria della Tomba) che sconta lo stesso difetto. Perchè mai non si è scelto di inserire il semplice profilo di Publio Ovidio Nasone è tutto da spiegare. O, meglio, è già spiegato se solo si pensa al rapporto patologico che distingue alcuni ambiti della città al suo più illustre cittadino. E’ come se Sulmona vivesse un antico complesso di irriconoscenza nei confronti di Ovidio; come se si comportasse da adolescente di casa che cerca un suo spazio ed un suo ruolo, diverso e concorrenziale con quello del padre. Che un rosone possa rappresentare la storia e la cultura di Sulmona è ben improbabile, considerando che opere di quel livello si trovano in almeno altre cinque città abruzzesi e sono sparse in varie chiese lungo i tratturi. Di Ovidio il mondo conosce uno solo; e con lui le sue opere immortali. Quando si gioca per fare poker si impostano i tentativi, anche più audaci; ma se si è convinti che, con tre assi già in mano, si possa prendere il quarto, non si perde tempo con k e q. Se in corsa ci sono cittadine come Spoleto, che in quanto ad archi e rosoni potrebbero riservare sorprese, si cerca di superarle con un nome che è al di sopra di chiese e acquedotti.

Direttamente connessa a questa impostazione di minima logica è la scelta del presidente del comitato, che è caduta sul prof. Raffaele Giannantonio, docente nella facoltà di architettura di Pescara, lucido sostenitore della nuova collocazione della morte di Ovidio. Ma il migliore biglietto da visita di Sulmona è il suo contesto architettonico, più di quanto non lo sia lo struggente ricordo che dalla relegazione nel Ponto Eusino volle affidare all’eternità proprio Ovidio? Questi evocava la sua città natale non solo nel “Sulmo mihi patria est”, ma nel continuo richiamo ad un territorio ridente ed a lui caro più di quanto fosse Mantova per Virgilio; e si sarebbe accontentato di un piccolo spazio per sè, sebbene non paragonabile alla ridente terra peligna. E se, invece, la città è richiamata più e più volte anche in opere recentissime, come la summa sulla poesia ovidiana della prof.ssa Francesca Ghedini (che addirittura riproduce epigrafi trovate nel contado vicino) non sarebbe stata migliore scelta quella su un archeologo di chiara fama che di per sè avrebbe attratto l’attenzione o, almeno, la curiosità dei livelli culturali ed accademici più alti? O, anche, un docente di lettere classiche, tra i tanti che in Italia e, perchè no, in America, si sentirebbero onorati di presiedere un comitato così caratterizzato?

Queste ci sembrano proposte concrete e non mere critiche distruttive, tipiche dell’ambiente decadente che purtroppo inquina la città ogni volta che si tratta di costruire qualcosa. Sono espressioni di dissenso, che però contengono un suggerimento alternativo e, dunque, non sono sintomo di atteggiamenti nichilistici. A meno che non si debba dare la precedenza a chi si offre in ogni ambito e a prescindere da qualsiasi più specialistico settore della cultura. E alla fine non si debba valutare come migliore (ed unico) requisito quello di offrirsi, optando per chi è più… s’offerente.