Il Rotary implora il Sindaco di dare spazio a Ovidio

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CARTOLINE DEL ROTARY

MESSE DI CARTOLINE CON GLI APPELLI A FAVORE DELLA CONCESSIONE DEL TEATRO AL COMITATO

14 GIUGNO 2015 – Hanno fatto tappa al Rotary club le cartoline per sollecitare il sindaco a rispondere al Comitato

che chiede di ospitare Paola Marchegiani, assessora alla cultura di Pescara. E’ stato ieri sera, alla conviviale che il club di servizio ha dedicato al seguito del  gemellaggio con un Rotary di Costanza sottoscritto tre settimane fa. I rotariani e gli ospiti hanno rivolto un personale messaggio al dott. Giuseppe Ranalli. Vediamo alcuni dei quaranta in totale. Uno si apre non con un SOS, ma con ben quattro S:

“Signor Sindaco, salvi Sulmona! Ci è rimasta solo la cultura, non perdiamo l’ennesima occasione per far volare la forza e la tempra peligna!”

Altri sono telegrafici: “Gentilmente le chiedo di dare il teatro al Comitato per “Sulmona Provincia di Pescara”; oppure “Sindaco! Ascolta con attenzione il Comitato!”; “Sulmona Città della Cultura. E’ un tuo obbligo rispondere alle richieste dei cittadini riuniti in Comitato”

E qualche messaggio sta appena nel piccolo spazio vicino all’indirizzo: “Interrogazione al Sindaco dott. Ranalli: Sulmona e il 2017. Quali sono le iniziative che la città di Sulmona sta programmando per le celebrazioni del bimillenario ovidiano del 2017? Non crede che sia ora di informare i cittadini sulle intenzioni a riguardo della amministrazione comunale? Non crede che Sulmona possa ambire a diventare capitale della cultura nel 2017?”

Molte cartoline con l’immagine della Fontana del Vecchio (detta vaschione), semplicemente, guardano al risultato: “Sulmona città italiana della cultura 2017” e qualcuna, dopo questo preambolo, il perentorio: “Sindaco, risponda al Comitato!”; “Signor Sindaco, lavoriamo per il Bimillenario della morte di Ovidio! Occasione unica per la nostra cara Sulmona”.

Un arguto ospite rumeno, di Costanza, ha scritto senza falsa modestia nella cartolina del “Vaschione”: “Gentile Sindaco ci permetta di continuare l’opera iniziata da Ovidio a Sulmona e terminata a Costanza”