Il Tempo di risvegliare una regione

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NUOVA DIREZIONE PER UNA TESTATA STORICA

15 SETTEMBRE 2013 – Un giornale che passa per l’Abruzzo, nel senso che ha fondato gran parte del suo successo coniugandolo con la crescita della regione più vicina a Roma, ma divisa da montagne aspre e da una mentalità profondamente diversa da quella della Capitale.

E’ quello che si appresta a dirigere Gianmarco Chiocci: lo “firma” da ieri e oggi è uscito il primo editoriale, con un forte e affascinante riferimento al direttore per antonomasia de “Il Tempo”: Renato Angiolillo, l’uomo che, come sottolinea Gianmarco Chiocci, “scommetteva più sulle notizie che sui cavalli” (nonostante, si sa, abbia molto scommesso sui cavalli). Il direttore di oggi ricorda come avesse solo 9 anni quando varcò per la prima volta il portone di Palazzo Wedekind a Piazza Colonna, insieme al padre Francobaldo, storico inviato speciale. A quella età non poteva sentire il fascino della personalità di Angiolillo, non poteva conoscere il “prodotto” (come poi si chiamava il giornale con l’avvento delle tecnologie) di una filosofia di giornalismo fatta soprattutto di notizie fresche e di inchieste, quasi mai del lavoro sordo e ripetitivo delle notizie di agenzia. Era il giornale dei tanti inviati speciali, mal pagati e talvolta, come ricordò proprio Francobaldo nel commiato ad Angiolillo su “Gente”, neppure assicurati, al punto da non far dormire proprio il direttore-editore che li aveva mandati all’altro capo del mondo.

Quello era il giornalismo che attraeva i giovani e soprattutto i giovani di Destra, che allora avevano un riferimento sicuro e solido nella Destra culturale e fortemente elitaria, selettiva nel riconoscere i meriti veri e nell’abbinare il concetto di autorità a quello di responsabilità, senza nulla concedere alla deresponsabilizzazione del gruppo: tempi ben diversi da quelli di oggi, nei quali si parla di Destra rappresentata da un mondo affaristico e cortigiano a favore di imprenditori che di culturale non hanno neanche la minima ambizione. Chiocci parla lealmente di rotative che sfornavano centinaia di migliaia di copie; e il suo giornalismo può, imitando quello di Angiolillo, riportare “Il Tempo” ai vertici dei giornali “opinion leader” come era la testata di Piazza Colonna quando c’era Enrico Mattei (chiamato proprio da Angiolillo nella estate del 1970, perchè messo in condizione di andare via dalla “Nazione” di Firenze): giornalista che scriveva conoscendo le cose e incontrando gente e luoghi (lo slogan di questo sito del Vaschione riprende proprio un titolo di un articolo accanto a quello da lui scritto per un inserto sull’Abruzzo: “Concittadini di Ovidio”). Era un piacere ed una sfida portare “Il Tempo” sotto braccio all’Università La Sapienza, anche davanti ai gruppuscoli di gruppettari comunisti che più che sorprendersi di tanto coraggio non sapevano; poi non è più stato così, perchè “Il Tempo” è diventato un giornale democristiano e della peggiore DC e stava per essere strozzato da questo connubio editorialmente suicida.

Ma Angiolillo era scomparso da un pezzo e in Abruzzo molti giornalisti negli anni Ottanta hanno cominciato a “tenere famiglia”, ad ammiccare ad incarichi e collusioni con la Regione, a lasciare che la notizia li cercasse invece che cercare la notizia. L’editoriale di Gianmarco Chiocci è un buon segnale affinchè si torni a quel giornalismo fresco, fatto anche di scontri leali e di contrapposizioni manifeste, quelle che affascinano i lettori e li fanno riconoscere in una testata; quelle che premiarono l’impegno di tanti, fieri giornalisti con una cultura di Destra.