IN VALLE PELIGNA IL VIADOTTO “NON S’HA DA RIFARE”

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DUE PESI E DUE MISURE PER LA FRAGILITA’ SISMICA DELLA A25 E DELLA A24

15 NOVEMBRE 2021 – Il Commissario straordinario per gli interventi di adeguamento delle autostrade A24 e A25, ing. Maurizio Gentile, ha detto al “Messaggero” di oggi che è assai probabile lo smantellamento dei viadotti della A25 in Valle Peligna (nella foto del titolo quello di Bugnara), perché non sarebbero rispondenti ai parametri di sicurezza europei in zona sismica. L’ opzione diversa sarebbe quella di abbassare l’uscita della galleria di Cocullo per ridurre l’altezza di quei viadotti. La… autostrada maestra sarebbe, invece, quella di costruire la variante da Bussi a Collarmele, lasciando il casello di Pratola-Sulmona solo come ingresso ad un tratto di autostrada che si collegherebbe, appunto, con Bussi. In pratica, per andare a Roma tutti gli utenti della Valle Peligna (ove per tali debbono intendersi anche quelli dell’Alto Sangro che confluiscono normalmente sul casello di Pratola-Sulmona) dovrebbero arrivare a Bussi e poi tornare verso Collarmele. Seppure sarà lasciata aperta la galleria di Cocullo (con gli alti costi di gestione che presenta) la Valle Peligna sarebbe collegata con Avezzano con la attuale strada che costeggia il Sagittario fino alle porte di Anversa, in alcuni tratti larga poco più di un viale da giardino di casa. Chi non vuole stare così… stretto, dovrebbe andare a Bussi per poter raggiungere Avezzano, cioè raddoppiare il chilometraggio.

Abbiamo avuto uno scambio di messaggi a Ferragosto con l’ing. Maurizio Gentile, che aveva espresso riserve per gli articoli pubblicati anche su di lui sulla “bretella” di San Rufino e sulle scelte per le autostrade abruzzesi. Sostiene l’attuale Commissario, riprendendo quanto già detto in febbraio, che, così come sono, i viadotti in Valle Peligna non possono restare e che i tecnici debbono indicare ai politici le soluzioni percorribili. Tutto vero, almeno da quando i tecnici indicarono alcune opzioni a Giulio Cesare per il famoso ponte sul Reno che sorprese i Crucchi e, dopo essere servito, fu abbattuto e ricostruito due anni dopo. Debbono aver appreso dai Romani di un tempo gli Aquilani, che stanno facendo saltare con la dinamite i viadotti vicino a Tornimparte, sulla A24, perché, come quelli in Valle Peligna, sono insicuri. Dal che desumiamo che i viadotti si possono costruire e, se passano cinquanta anni dalla costruzione (non i due di quelli sul Reno) anche abbattere e ricostruire sullo stesso punto.

A noi sembra che i tecnici, quando vengono interpellati dai politici, possano anche valorizzare qualche aspetto tecnico che ai politici potrebbe essere sfuggito o che dai politici verrebbe nascosto. Per esempio, un tecnico potrebbe sottolineare che un tratto di autostrada, come la A25, ritenuto di importanza strategica per la protezione civile dopo il terremoto del 2009 (ma la qualifica si rafforzerebbe considerando i terremoti successivi, sebbene un po’ più lontani) debba essere conservato a tutti i costi, oppure ai costi proporzionali allo scopo che debbono garantire (cioè a tutti i costi). Sono, del resto, i costi sostenuti per il tratto aquilano della A24. Non ci vuole Giulio Cesare per capire che, se si allungano i tragitti, i soccorsi arrivano più tardi.

Ma, oltre che pensare ai disastri, vorremmo anche pensare alle cose quotidiane e ritenere che un’autostrada è strategica anche per il turismo e lo sviluppo economico, a L’Aquila come a Sulmona. E che, quindi, non è opportuno definire come “molto probabile” lo smantellamento dei viadotti in Valle Peligna, ma si dovrebbe dire che per far saltare i viadotti in Valle Peligna e ricostruirli come a Tornimparte, si deve affrontare una spesa di tot miliardi di euro. Poi starà alla senatrice di Sulmona, al sindaco di Sulmona, al Ministro competente pronunciarsi, come già si è pronunciato, per ora solo il Ministro, sulla ferrovia Roma-Pescara che non deve passare per L’Aquila. Altrimenti facciamo come la bretella di San Rufino che, suggerita da D’Alfonso dopo la nomina di Maurizio Gentile ad ambasciatore d’Abruzzo nel mondo, è stata ritenuta tecnicamente possibile e idonea a collegare L’Aquila a Pescara con un risparmio di tre minuti di percorrenza; e anche lì, ovviamente, si è lasciato il tratto di collegamento tra la stazione centrale di Sulmona e la… fermata a richiesta di San Rufino.

E su “Il Centro” Strada dei Parchi fa una pubblicità a tappeto sui viadotti della A24 vicino a Tornimparte che vengono abbattuti con la dinamite e ricostruiti dove erano. Si scrive anche della A24, ma il “molto probabile” dell’ing. Gentile trasmette un messaggio opposto