LUNGO LA LINEA GUSTAV ALTRE DOMANDE SU PIETRANSIERI RESTERANNO SENZA RISPOSTA

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PELLEGRINAGGIO DEL FAI DA ROCCACINQUEMIGLIA FINO AL BOSCO DI LIMMARI

16 NOVEMBRE 2021 – Comincerà domenica prossima alle 8,30, in Piazza Umberto di Roccacinquemiglia, l’immersione nel tragico epilogo di Pietransieri nella seconda guerra mondiale. La organizza il FAI, Sulmona-Tre Valli, per guidare i partecipanti lungo la linea Gustav dell’Alto Sangro, fino ai luoghi dove le mitragliatrici dei Tedeschi in ritirata uccisero 128 civili, tra i quali decine di bambini, alcuni nati da meno di un anno, donne, anziani, in una indiscriminata strage per il mancato sfollamento della frazione Pietransieri di Roccaraso.

Echeggerà il saluto della signora Virginia Macerelli, ormai cittadina inglese, l’unica persona che, scampata alla strage, vive ancora: la salvò il corpo della madre nel tentativo estremo di proteggerla dai colpi e non si salvò il fratello che con lei fu trovato sotto quello scudo per lui non sufficiente. Impossibilitata a presenziare, Virginia Macerelli parlerà da lontano perché, ancora una volta, non si dimentichi quello che è stata la seconda guerra mondiale e quello che rischiano di essere tutte le guerre.

La linea Gustav, in questi quasi ottanta anni da quella lacerante prova che fu chiesta alla popolazione di Roccaraso, è stata mèta di continui pellegrinaggi: di ospiti stranieri tornati nei luoghi delle battaglie e delle prigionie, fino a deviare al campo 78 di Fonte d’Amore a Sulmona; di giornalisti e scrittori che non si sono accontentati delle verità a buon mercato; di ragazzi diventati anziani, per rivedere i posti dove erano stati portati con la minaccia dei fucili a spalare la neve sulle Cinque Miglia o a costruire trincee nei passi strategici; di rappresentanti delle istituzioni che hanno attinto allo spirito dei luoghi per raccontare lo spirito degli abruzzesi; di inquirenti militari che non hanno saputo spiegarsi perchè l’indagine su quella strage sia finita in uno degli armadi della vergogna del Tribunale militare di Roma; di storici che hanno cercato umanità anche nell’eclissi di umanità.

Insomma, c’è stato molto affollamento in ottanta anni, con poche risposte che fossero diverse dalla spiegazione sulla irreversibilità della guerra, motivazione principale che, se confermata, costituirebbe un’altra raffica sui corpi dei bambini, delle donne, degli anziani, degli uomini restati soli e disarmati e per questo trucidati, secondo una classica applicazione della barbarie.