LA LETTERATURA NON E’ PIU’ NEL PERIGLIO

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CORAGGIOSA CONFERENZA A SAN BENEDETTO IN PERILLIS DI ROSARIO ESPOSITO LA ROSSA, CHE HA SCRITTO CHE SU FALCONE E BORSELLINO SIAMO TUTTI CAPACI

17 NOVEMBRE 2021 – Chi scrive “Siamo tutti Capaci. Falcone e Borsellino trent’anni dopo” merita almeno mezz’ora di attenzione, perché ha un modo di proporre che potrebbe sottendere una abilità non comune alla… comunicazione. Nella grande produzione letteraria che in questi dolorosi trenta anni di assenza si è susseguita sugli scaffali, questo titolo si colloca con autorevolezza perché gioca anche sull’ambiguo significato di Capaci e di capaci. Siamo stati tutti capaci e schierarci a fianco di chi celebrava Falcone e Borsellino; forse un po’ meno capaci di intransigenze nei confronti del “Così fan tutti” nelle piccole cose quotidiane, preambolo del transigere sulle grandi cose.

Rosario Esposito La Rossa, che ha scritto questo libro, sarà domenica a San Benedetto in Perillis (sì, il paesino che molti conoscono solo perché nel punto più alto della SS 17 tra Sulmona e L’Aquila (nella foto del titolo) c’è un cartello per la deviazione, prima dell’Altopiano di Navelli e che, se non fosse stato per un invito convinto di Giuseppe Bolino, non avremmo mai visitato) per il festival “Libri nell’Entroterra”, creatura di Paolo Fiorucci, il “Libraio di Notte” a Popoli. Nel curriculum di Esposito La Rossa c’è anche la libreria “La Scugnizzeria”, famosa per il libro sospeso (ricordate il caffè sospeso che la generosità napoletana si concede ancora quando si vuol lasciare pagato un caffè ad uno sconosciuto?) e meno famosa, ma opportunamente pubblicizzata per il motto: “Dove prima si spacciava droga adesso si vendono libri”.

Rosario Esposito La Rossa ha esordito a 17 anni nell’arte che dà argomenti e trame alle tipografie, cioè nella scrittura formata per la pubblicazione. E non si fa scrupolo di passare una domenica a San Benedetto in Perillis, più vicino ad orsi e chinghiali che a lettori. Nella speranza, certamente, di portare i lettori nell’entroterra, secondo il progetto di Paolo Fiorucci che sfrutta gli spazi temporali più inconsueti, quelli notturni, per portare lettori in libreria.

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