Indagini veloci per l’uccisione dell’orso. Rossi propone la chiusura delle strade

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BRACCONIERI INFIERISCONO NEL VERSANTE MOLISANO DEL PARCO

10 LUGLIO 2013 – La uccisione di un orso bruno “marsicano” nel versante molisano del Parco Nazionale d’Abruzzo non rimarrà impunita e pare siano a buon punto le indagini per individuare coloro che gli hanno sparato con più armi e a distanza ravvicinata.

Sembra anche che per esca  sia stato usato un cavallo morto. La determinazione e il cinismo con i quali è stata effettuata la vera e propria esecuzione hanno causato ferme reazioni, non solo negli ambienti delle molte associazioni per la tutela della fauna nel Parco. Corradino Guacci, della Società di storia della fauna “Giuseppe Altobello” di Baranello, in provincia di Campobasso, chiede “forme più incisive di salvaguardia”.

La più rilevante presa di posizione è del Commissario straordinario del Parco Nazionale, Giuseppe Rossi, che torna a proporre una misura drastica, ma indispensabile: la chiusura di tutte le strade che intersecano i sentieri seguiti dagli orsi, almeno nei periodi di loro maggiore mobilità.

E l’on. Gianni Melilla, di SEL, ha presentato una interrogazione al ministro dell’ambiente perchè adotti iniziative per “scongiurare il pericolo della scomparsa di questa straordinaria specie appenninica di orsi”, se del caso investendo anche la comunità scientifica e ambientalista..

Secondo le stime fornite dal Parco, sarebbero circa cento gli orsi uccisi in quarant’anni.

Intanto si è appreso che non sarebbero articolate secondo il metodo della “taglia” le ricompense (di tanto si tratterebbe) per agevolare la diffusione di notizie sui bracconieri.