INTERVISTA AL PREFETTO – Ecco come usciamo dalla neve di febbraio

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Giovanna-Maria-Iurato29 FEBBRAIO 2012 – Chiusura degli uffici pubblici per tre giorni consecutivi; treni bloccati; intervento dei militari per portare soccorso nei paesi sparsi su tutto l’Appennino abruzzese e anche nelle città per rimuovere la morsa di neve e ghiaccio; lupi alle porte di Sulmona; alcune vittime del freddo (foto a sinistra: il Prefetto dell’Aquila, dott.ssa Maria Giovanna Iurato).

Sono queste le immagini che scolpiscono il febbraio appena trascorso e sin dall’inizio apparso ben più crudo dei “giorni della merla”, gli ultimi tre di gennaio,  tanto temuti.

 

 La cronaca ha registrato episodi eroici: di operatori che non si sono misurati, di coordinatori che hanno lavorato fino a 24 ore di continuo per prendere solo un attimo di sosta e poi affrontare ancora l’emergenza senza fine. Dal sito internet della Prefettura sono state diramate fino a notte inoltrata le disposizioni per la chiusura degli uffici pubblici nella provincia, quando neppure le autostrade potevano garantire i collegamenti essenziali, le gallerie diventavano rifugio degli automobilisti e la stazione di Carsoli poteva fungere da rifugio di alta montagna nella bufera.

4_2_2012_tetti_innevati_e_soleMentre qualche lingua sottile di ghiaccio rimane sui tetti, si fanno i bilanci: soprattutto quelli dei costi spaventosi per la ripulitura urgente delle strade. Ancora una volta il meccanismo delle procedure di soccorso ha dovuto confrontarsi con un disastro atmosferico, in questo caso una “bomba” di neve, prevista, ma incontenibile pure con il “meteo” alla mano (foto a destra: tetti del centro storico di Sulmona il giorno successivo alla nevicata).

Come ne è uscita la provincia dell’Aquila?

Lo chiediamo al Prefetto, dott.ssa Maria Giovanna Iurato, che ha acconsentito a rilasciare una intervista a “Il Vaschione”.

 – Quali sono state le maggiori difficoltà in questi giorni di maltempo eccezionale?(nella foto sotto il Corso di Sulmona all’altezza di Piazza dell’Annunziata con lo sfondo di Monte Savente il 4 febbraio)

4_2_2012_Corso_con_neve_e_Monte_SaventeL’assistenza alle persone bisognose di cure mediche o in difficoltà con gli approvvigionamenti alimentari ha rappresentato il primo obiettivo durante le fasi iniziali dell’emergenza maltempo delle passate settimane, reso sovente difficoltoso per l’isolamento patito da diverse frazioni dei comuni della nostra provincia. Per la soluzione di tale problematica hanno fornito il loro decisivo apporto tutti i soggetti che hanno operato presso il Centro Coordinamento Soccorsi,  istituito presso la Sala Operativa di Protezioine Civile della nostra Prefettura.

– Ritiene che sia utile la istituzione di una struttura operativa regionale, finalizzata ad affrontare le principali emergenze, oppure questa si risolverebbe in un aggravio della ripartizione delle competenze e in una sostanziale complicazione dello sfruttamento delle risorse? Trova utile la proposta di istituire un “disaster manager”, oppure questa iniziativa replicherebbe gli sprechi che il contribuente abruzzese ha conosciuto per altre figure intermedie simili?

La struttura appena citata ha gestito a livello provinciale l’emergenza maltempo, mentre a livello regionale è già esistente una Sala Operativa Unificata Permanente (Soup) istituita presso la Regione Abruzzo e coordinata dall’Assessorato alla Protezione Civile.

Per quanto attiene, invece, alla figura del “disaster manager”, ritengo che la sua utilità avrebbe efficacia solo se potesse essere legata ad una effettiva possibilità di incisione nella pianificazione, specie in raccordo con funzioni di governo del territorio (nella foto a destra: San Francesco della Scarpa durante la nevicata del 3 febbraio)

San_Francesco– I problemi della viabilità nel centro-Abruzzo si sono aggravati, e di molto, con l’abbandono di alcuni tratti da parte dell’ANAS e l’affidamento alla Provincia (basta guardare il fondamentale segmento di ss17 da Navelli a Popoli, prima percorribile a qualsiasi ora del giorno e della notte). Ritiene possibile che si intervenga efficacemente per restituire questi tratti all’Anas che ha maturato una esperienza pluridecennale (basta il raffronto con il tratto da Pettorano a Roccaraso)?  E’ vero che il transito lungo la strada (ex SS479) da Anversa degli Abruzzi a Villalago è più difficoltoso da quando sono stati allestiti gli impianti per la protezione dai massi?”

Non ho elementi per poterle dare una risposta compiuta a queste domande, relative a competenze che esulano dalle mie responsabilità e che attengono, di contro, a scelte operative indipendenti degli Enti interessati.