IRHAM PRESENTA AL TEATRO IL SUO CD: C’E’ ANCHE UN BRANO IN DIALETTO

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Sulle rive della fantasia

Sarà che un sulmonese deve prima o poi confrontarsi con l’elemento più avvolgente che esista in natura e riflettere sul suo rapporto con l’acqua.

Sarà che la stessa etimologia di Sulmona deriva dalla radice indo-europea Suel (gonfio, come suggerisce il Dizionario dei nomi geografici edito da UTET). Fatto sta che questo suo “Il colore del tempo” Patrizio Maria D’Artista (Irham) lo ricalca “dalle rive dell’esperienza sempre in divenire” e lo ha proposto sabato scorso ad un teatro comunale pieno di infervorati supporters. E lo ha corredato di un “pezzo” che apertamente si rifà al dialetto sulmonese e lo esalta come componente di un esperimento musicale fuori del provinciale. Irham, con la sua band di 19 componenti, ha percorso molti brani della tradizione celtica ed irlandese in particolare ed ha dimostrato di essere ormai da tempo proiettato verso la musica di altri mondi. Ma, come tutti quelli che hanno l’animo oltre le frontiere, sa tornare con gioia nei suoi confini e nella sua terra, per riconquistarne le emozioni attraverso anche una lingua antica, quale è il dialetto dell’inizio del XX secolo, “narrato” dalla paziente ricerca di Patrizia Solinas e dalla rara voce di Claudia Gentile: “Sfiorando le rive, le sabbie ignote e fresche incontrerai i venti antichi e calpesterai i sassi acuti. Percorrendo i sentieri della conoscenza ti volterai, vedrai il te stesso che è stato, senza riconoscerti e lì, voltandoti di nuovo, scorgerai nel riflesso del mare qualcuno che non conosci, il te stesso trasformato in ciò che sei, dalle rive dell’esperienza sempre in divenire” . D’Artista esegue i dodici brani del cd con : gaita galiziana, piva medievale, bombarda, irish whistle, fisarmonica, batteria; Salvatore Valeri è al pianoforte, Carlo Liberatore alla chitarra acustica, corde e irish bouzouki, Marco Carpita alla chitarra elettrica, Alessio Di Crescenzo al basso, Michele Ciamponi alle percussioni e colori ritmici, Vincenzo Tortis alla batteria, Germana Rossi al violino, Sara Ciancone al violoncello.

La maggiore produzione di Irham è racchiusa negli ultimi due anni ed è frutto, come egli stesso ha detto nei numerosi interventi didascalici, di incontri anche talvolta occasionali ed inattesi, con artisti che hanno poi segnato la sua sensibilità e la sua tecnica. Li ha ringraziati tutti, alla fine, anche perché conta con loro di fare altri percorsi. Dopo tutto, la sua è una “esperienza sempre in divenire”, come quella dell’acqua, elemento sfuggente caro ai sulmonesi.