LA BRETELLA CHE SI REGGE SU UNA FETTUCCIA

402

PISTA DA GOKART PER RAGGIUNGERE LA NUOVA STAZIONE DI SULMONA A SANTA RUFINA

15 DICEMBRE 2024 – Deve essere stato il fratello più furbo di Sherlock Holmes ad articolare il giro astruso per arrivare, dalla strada provinciale 51 del Sagittario, alla stazione ferroviaria di Sulmona Santa Rufina. All’inizio si passa sotto un duplice cavalcavia (nella foto del titolo). Ma duplice in senso verticale, che sembra quasi quello che sta sulla A25 all’incrocio con la A24 a Torano. L’impresa “Zappa”, che merita di essere elevata per questo al nome di “Caterpillar”, ha scavato una quindicina di metri, ma poi il traffico si ritrova tutto su un nastro di asfalto largo forse tre metri: quasi una pista di gokart che, non si sa se per questioni di espropri o con il preciso intento di non fa ritrovare la via agli intrepidi intenzionati a prendere lì il treno per L’Aquila o Pescara, a tratti si assomiglia all’otto volante mitico della Pasqua di Piazza Garibaldi con le giostre e il trenino poco più piccolo del “Regionale Veloce 4197”. Domani qui dovranno passare le auto di rappresentanza di Marsilio, forse dello stesso Luciano D’Alfonso, nel frattempo diventato senatore, che fino a ieri era l’unico a vantarsi di questo sperpero di Stato, ma che ieri è stato rimpiazzato da tale Daniele Marinelli, carneade nelle vesti di segretario regionale del PD. Ha messo i puntini sulle i perché altri volevano attribuirsi il merito della bretella. Il PD continua a vantarsene, come si vanta ancora di aver mandato Gianfranco Di Piero a fare il sindaco di Sulmona.

Decine di milioni di euro per far transitare un treno al mattino e uno alla sera: l’impresa non era facile, ma è stata realizzata, in vista della tronfia soddisfazione che adesso Pescara e L’Aquila sono collegate da un treno veloce. Impiega quasi il doppio di quanto ci vuole con l’autovettura, ma sull’orario ufficiale si chiama proprio “veloce”.

In questa fettuccia di asfalto stretta e tortuosa non passerà l’auto di Gianfranco Di Piero, non perchè non andrà, ma solo perché non ha l’automobile e forse neppure la patente. A scongiurare il rischio di perdersi l’evento, da lui tanto auspicato da aver partecipato alla posa della prima pietra, se la farà a piedi. I suoi doveri di sindaco sarebbero stati ben altri, ma uno che rincorre i consiglieri di minoranza pur di non andarsene a casa, quando la maggioranza che lo ha eletto collassa, non ha difficoltà, pur di apparire, di attaccarsi al treno, dopo non aver disdegnato di attaccarsi al tram in ogni consiglio comunale: per le mense, per Roncisvalle, per il mafioso che a norma di legge non doveva stare a Sulmona secondo la Corte di Cassazione, ma non secondo la sezione distaccata del Supremo Collegio nel domicilio di Gianfranco Di Piero che ha sentenziato che la Curia “ha agito nell’esercizio di una sua prerogativa, fondata su specifici presupposti di legge, mirati al perseguimento della funzione rieducativa della pena e al reinserimento sociale dei detenuti”.

Nella fettuccia di asfalto non passerà neppure l’auto dell’ing. Maurizio Gentile, nel frattempo collocato in pensione, il sulmonese che da amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana ha inventato questa bretella lasciandoci in brache di tela.

Insomma, alla fine sta’ a vedere che questa pista da gokart è fin troppo grande per il traffico di autorità domani mattina. Di certo la bretella è sovradimensionata rispetto ai sette passeggeri che, secondo i dati ufficiali di Ferrovie italiane, si recano ogni giorno da Pescara a L’Aquila.

Dalle vette del doppio cavalcavia alla strettoia che quasi finisce in un’aia. Forse il cartello giallo era meglio apporlo a sinistra del varco, per evitare che il trattore fosse scambiato per una motrice del… treno veloce. Nella foto sotto: la fettuccia d’asfalto sfiora un pollai e il cartello indica che l’area è “videosorvegliata per ragioni di sicurezza” (famose sono le galline dalle uova al tritolo)

Please follow and like us: