“La cura dell’altro”: il Rotary ci riprova dopo trenta anni

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IL SERVIZIO NEL CAMPO DELLA INABILITA’ IN UNA CONFERENZA E IN UN PROGETTO  DI VITTORIO SCONCI

20 GIUGNO 2015 – “La cura dell’altro”: su questo tema il dott. Vittorio Sconci, direttore del dipartimento di salute mentale della ASL di Avezzano, L’Aquila e Sulmona, terrà una conferenza

mercoledì 24 giugno alle ore 18 nella sala consiliare della Comunità Montana (Palazzo Sardi). L’iniziativa è del Rotary Club di Sulmona ed investe un settore particolare, forse il più evidente, del “servizio”, in vista del quale club come il Rotary e il Lions fondano la loro stessa ragione d’esistere. Il disagio mentale è un campo che Vittorio Sconci va analizzando da sempre, dai primi anni della sua attività di psichiatra. A Sulmona illustrerà una bozza di protocollo perché la cura di chi è sottoposto all’osservazione e alle terapia della ASL non sia solo… della ASL.

In una nota ai rotariani di Sulmona, attraverso il loro presidente, Sconci parla di un “percorso di presa in carico che si basi operativamente sull’integrazione di attività specifiche cliniche e riabilitative, di assistenza, di intermediazione e di coordinamento. Tale percorso deve fondarsi su un Piano di Trattamento Individuale, che rappresenta la sottoscrizione di un “accordo/impegno di cura” tra dipartimenti di salute mentale e utente, con l’auspicabile partecipazione delle famiglie e il possibile coinvolgimento della rete sociale”. Da qui il direttore del dipartimento vede il passaggio da un intervento meramente riabilitativo ad uno “di integrazione e di reinserimento nella vita di relazione, coinvolgendo la famiglia stretta e allargata come risorsa”.

E sempre il relatore nella lettera inviata al Rotary elenca alcune esperienze, tra le quali quella “attuata grazie alla Legge regionale n. 94/2000 denominata “Istituzione di Borse di Lavoro a favore dell’utenza psichiatrica” avviata nell’anno 2002 dalla Regione Abruzzo “che ha favorito l’inserimento (retribuito) in contesti di lavoro, di persone in cura presso i Dipartimenti di Salute Mentale. La finalità prioritaria è stata quella di sviluppare e sperimentare processi di riabilitazione psicosociale che favorissero la riacquisizione/mantenimento di abilità lavorative, relazionali e sociali, consentendo il superamento delle condizioni di svantaggio e desocializzazione ed apportando un profondo cambiamento nelle prassi operative dei nostri servizi e nella metodologia di lavoro, consentendo inoltre processi di innovazione e formazione sul campo”.

Solo progetti? Non sembrerebbe, perché il dott. Sconci parla di un bilancio che “ha dato risultati molto favorevoli ed incoraggianti sia in termini di esiti clinici e psicosociali nei confronti degli utenti, che di efficacia operativa da parte dei Servizi, oltre quelli relativi alla sensibilizzazione e collaborazione di numerosi soggetti pubblici e privati presenti sul territorio” e solo nell’area di competenza del centro di salute mentale di Sulmona “si è riusciti a coinvolgere oltre 60 soggetti (pubblici e privati), alcuni dei quali hanno erogato numerose Borse Lavoro, con oneri a proprio carico, possibilità contemplata dalla normativa in oggetto”.

Corsi e ricorsi in un Rotary, come quello di Sulmona, che trenta anni fa, con il presidente Otello Pizzuti, prospettava e realizzava l’”Handicamp” di Caramanico per ragazzi portatori di inabilità per lo più fisiche: una idea che poi tutti i Rotary d’Abruzzo hanno coltivato e continuano a mettere in pratica, fino alle settimane e ai giorni scorsi.