LA NECESSITA’ DI UN MURO DUEMILA KM A SUD DI BERLINO

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FESTA DEI VENTICINQUE ANNI E CRONACA MODESTA DI UNA RIUNIONE DI CONDOMINIO

9 NOVEMBRE 2014 – La Storia si fa con il vicino di casa e la sera prima delle celebrazioni per il muro di Berlino può essere utile  partecipare ad una riunione di condominio.

Stai bene a dire che sono attimi di nervosismo; che non c’è una gerarchia e, quindi, non c’è limite alla aggressività. Un muro ci vorrebbe in certe riunioni di condominio: per evitare il peggio. Si può cantare quanto si vuole l’”Inno alla gioia” della Nona di Beethoven sulla porta di Brandeburgo, ma se qualcuno rinfaccia al vicino di pianerottolo di non aver pagato le quote la comprensione internazionale fa a farsi benedire.

L’indignazione cresce, i freni inibitori non ce la fanno; e neppure i pacieri. Se il massimo delle ostilità “In mezz’ora” da Lucia Annunziata su Rai3 può arrivare a “Mi alzo e me ne vado” detta da un premier, all’ombra del campanile dell’Annunziata si può arrivare a “Sto qui e gliela faccio vedere io”, dopo molti “Non consento” e “Non finisce qui”.

E l’età non porta consiglio: canizie e calvizie si alleano per distillare il rancore di una vita, l’insofferenza per un bilancio di lunga  esistenza fornisce benzina per lo scoppio d’ira che mette a rischio le coronarie e preoccupa tutti i presenti. Fino a sopirsi tutto in un minuto, come quando scocca il gong della ripresa di pugilato.

Ma la pace non si impone; la brace cova cercando di coniugarsi con la benzina e ci riesce, tanto che un ultra-novantenne può confessare al vicino di sedia: “Io gli sparo”. Che li celebriamo a fare i venticinque anni del crollo del Muro se Berlino è dentro di noi ed è meglio che un muro ci ripari, quasi a farci desiderare un bel bunker? Magari non proprio quello famoso; ma una tana, un buen retiro, senza tanti esplosivi ed esplodenti, senza dover studiare per pagare dieci millesimi in meno tra le mitiche tabelle.

Nella foto del titolo le palazzine della zona PEEP

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