LA PROTEZIONE SIA CIVILE…

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SMASCHERATI I TRUCCHI PER FARE DELL’AUTOSTRADA ABRUZZESE UN CASO ECCEZIONALE

7 AGOSTO 2016 – Dunque, il trucco starebbe nel far passare l’autostrada Torano-Pescara (A25) e la stessa A24 come percorsi strategici in caso di calamità naturali, prima di tutto in caso di terremoto. In questo modo D’Alfonso aggirerebbe l’ostacolo della normativa nazionale ed europea che non consentirebbe, se non in casi ormai rarissimi, di tracciare nuovi collegamenti autostradali. Indispensabile per la Protezione civile, l’autostrada per Roma potrebbe beneficiare di ingenti finanziamenti privati (da scontare comunque nella gratuità della concessione per un altro mezzo secolo) e, quel che conta di più, potrebbe lasciare i segni di Attila sulla natura. L’attuale concessionario, invece di spendere per la manutenzione dei viadotti in Valle Peligna (ma anche nei pressi di Carsoli), costruirebbe una galleria più lunga di quella del Gran Sasso sotto il Sirente ed altre dieci o quindici, da fare dell’Appennino una groviera.I sindaci, il presidente della Provincia e quelli che in Consiglio regionale siedono per rappresentare l’Abruzzo e non le lobby, debbono dire di no.

E pretendere quello che le zone sismiche possono e debbono pretendere. Se la A25 attraversa una zona ad alto rischio sismico, i viadotti possono essere demoliti e ricostruiti ogni quaranta anni, invece di costruire gallerie che fanno comodo al concessionario. Anzi, può essere che la concessione venga revocata proprio per la eccezionalità del caso e l’autostrada torni ad essere gestita direttamente dall’ANAS, che dovrà convogliarvi fiumi di denaro per conservarla com’è, come fiumi di denaro sta convogliando per ricostruire viadotti in Val di Sangro per il capriccio elettoralistico di D’Alfonso e Legnini. Quei viadotti, coevi più o meno a quelli di Bugnara e di Anversa, addirittura non sono stati mai percorsi e ben 160 milioni di euro sono stati destinati dai recenti “masterplan” per farne degli altri, che, nel giro di quaranta anni, saranno scivolati a valle, spinti dal peso immane della Majella sulla Valle del Sangro. Quindi arriveranno gli eredi di D’Alfonso e Legnini per dire che bisogna destinare non 160, ma 1600 milioni di euro per farne altri.

Allora lo stesso metro si utilizzi per la A25, che almeno è un’autostrada e collega Roma, Avezzano, Pescara e non Atessa, Gamberale, Castel di Sangro. Se no, che protezione civile è?