LA RIVOLTA DELLE SETTE

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GRANDE AGITAZIONE PER L’IPOTESI DI VOTARE DI PIERO: GEROSOLIMO LASCIA LA PRESIDENZA DELLA SQUADRA DI CALCIO E TORNA IN POLITICA

9 AGOSTO 2021 – Oltre al logo listato a lutto del candidato del centro-cosiddetta destra, la campagna elettorale non riserva novità palesi, nonostante manchi poco più di un mese e mezzo alla consultazione del 3 ottobre.

Nè Morgan ha confermato di presentarsi per “Rinascimento”, né Gerosolimo lo ha fatto per le sette liste che, con nomi e programmi tra loro contrastanti, aspettano solo di sostenere un candidato; e ripassano con lo scovolino le armi e lucidano e ingrassano e sferragliano. Da quanto informa il sempre informato “Il Germe”, Gerosolimo avrebbe incontrato il sen. D’Alfonso, a Pescara, al quale avrebbe detto di essere disposto, sostanzialmente, a mandare a pascere i fedelissimi delle sette liste, facendo convergere i voti sul candidato del centro sinistra, Di Piero, in cambio dell’appoggio alla candidatura, sua o della moglie Marianna Scoccia, alle regionali prossime venture o alle politiche prossime… sventure.  Ora bisognerà vedere cosa diranno quelli delle sette liste, delle quali i simboli già tappezzano i muri della città. Per ora la loro presenza è, appunto, solo… simbolica, perché se Gerosolimo confluisce in Di Piero il loro ruolo sarà finito prima di cominciare e la potenza di fuoco di 105 spadaccini pronti alla morte sarà solo un bluff. Non si conoscono tutti i loro volti, tanto che si potrebbe parlare della setta delle sette. Si sa soltanto l’orario nel quale si riuniscono: le sette, come scriveva Achille Campanile nell’esilarante “La rivolta delle sette”, nel senso di gruppi segreti. La notte scorsa, ben oltre le ventitrè, pare che la delusione dei sette capi nell’apprendere che la confluenza avrebbe escluso le sette dalla gestione esclusiva del Comune sia stata così profonda che Gerosolimo avrebbe dovuto fare marcia indietro rispetto all’annuncio dell’anno scorso di ritirarsi dalla politica per darsi alla presidenza della squadra di calcio. Così ha dovuto annunciare che sarà lui il sindaco. E gli accordi con D’Alfonso? Quelli si ridiscuteranno alle sei, poco prima dell’ulteriore riunione delle sette, cioè delle 19.

Sempre l’informato più di noi “Il Germe” riferisce che i sondaggi vedono capeggiare Gerosolimo, ma non dice quali sondaggi: se quelli commissionati a Prezza oppure un po’ più su.

Riuscirà Di Piero, ammesso che, prendendo i voti delle sette liste, non perda quelli di quanti glieli avrebbero dati per respingere le sette liste, a soddisfare tutte le richieste dei 105, nel corso di un intero quinquennio? E se posti e sine cura finiranno dopo sei mesi, anzi sette, che racconterà più ai baldi componenti della potenza di fuoco? E’ probabile che tutto si sfascerà e si riandrà a votare, ben prima delle elezioni regionali e politiche, di modo che questa offa che offre D’Alfonso si dimostrerà un pugno di mosche. Di Piero avrà fatto il sindaco meno ancora dei due anni che toccarono al suo mentore Lando Sciuba collocato a Palazzo San Francesco da Franco La Civita per un interregno giubilatorio quando nel 1990 andò a fare l’assessore regionale.

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