“AVANTI SULMONA” RISCHIA DI SQUILIBRARE “SULMONA AL CENTRO” E “FARE SULMONA” NON SPIEGA COME FARLA

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PROGRAMMI E MOTTI CONTRASTANTI PER LE LISTE DI ANDREA GEROSOLIMO, CHE CONTINUA A DISINTERESSARSI DELLA POLITICA DOPO ESSERSI DATO AL CALCIO – E INTANTO I TEMPI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE INCALZANO

I AGOSTO 2021 – Se un fantasma aleggiava sull’Europa ai tempi di Marx, un fantasma in scala molto ridotta si intrattiene sul cielo di Sulmona. Per ora viene invocato nelle sedute spiritiche di alcune liste elettorali che lo attendono per farne il conduttore della prossima campagna elettorale. Ma non si è mai visto che a due mesi dalle elezioni non si sappia ancora il nome del candidato di un raggruppamento politico. E’ vero che la scadenza ultima non è ancora imminente, ma è abbastanza insolito che le clarine annuncino le mirabolanti convergenze di sette liste elettorali, diano per già eletto il designando e questi rimanga ancora da designare. Anzi, per la verità, ha detto a tutti che si è ritirato dalla politica per dedicarsi al calcio. Quindi ha speso alcune delle rare parole per dire che non farà il candidato e per scoraggiare quelli che lo vorrebbero già sulla sedia gestatoria.

Se alla scadenza fissata per legge si toglie il mese di agosto, solitamente poco adatto ai preparativi della campagna elettorale, va da sé che ai primi di settembre i candidati saranno ancora Masci e Di Piero, tranne un colpo di reni della lista “Rinascimento” e di Morgan che dovrebbe capeggiarla. Tuttavia, la “ola” che si sente sugli spalti è crescente e non è intercalata da nomi di grandi campioni. Anzi è caratterizzata da tifosi che vanno in senso pericolosamente contrastante, perché c’è “Sulmona al centro”, ma anche “Avanti Sulmona”, che se proprio va avanti non sta più al centro e vai a vedere che ci vuole per ricentrarla: magari una lista “Sulmona indietro”.

Poi c’è qualche gaffe palese, perché evocare il “Territorio futuro” può ricordare al candidato sindaco il panorama disastroso che lui stesso da assessore regionale ha contributo a disegnare, con la discarica per accogliere i rifiuti indifferenziati di L’Aquila e di Roma, mentre ai sulmonesi si chiede di separare l’umido dalla plastica e dal vetro. E il territorio futuro che è stato fermamente voluto dall’aleggiante candidato sindaco sarà composto anche della centrale di spinta della Snam, da lui non contrastata quando il governo chiese alla Regione Abruzzo, della quale era assessore, di partecipare ad una riunione proprio a Palazzo Chigi.

L’ovvia lista “Fare Sulmona” si presenta priva delle gemelle “Abbellire Sulmona” e “Impreziosire Sulmona”, senza neppure giustificare le assenze di quelle liste più caratterizzanti e promettenti. “Fare Sulmona”, da sola, potrebbe preludere ad un “Fare” così così oppure ad un “Fare” proprio schifo; ed è scontato che nel motto questi sostenitori del fantasma metteranno l’antico adagio: “Il meglio è nemico del bene” se non addirittura “Chi si contenta gode”, che non è il massimo della sferza in un agone politico. Messi vicini “Il popolo di Sulmona” e “I democratici” fanno risaltare la qualità di questi ultimi, cosicchè si può prevedere che gli altri saranno elitari e schizzinosi, respingenti e magari anche astensionisti perché il voto è, appunto, roba da democrazia. L’unica che si salva è “SulmonArte”, che immaginiamo composta dalla crema di pittori e disegnatori: gente che all’indomani del 4 ottobre, quando si sapranno i risultati, inonderà la città di murales nei quali finalmente cattureranno il fantasma che adesso aleggia, che non si dichiara e che anzi ha detto di essersi dato al football. Così sarà svelato anche alle altre sei liste per chi hanno votato alla carica di sindaco. E saranno sempre in anticipo, perché dopo cinque anni e mezzo non sappiamo ancora chi sia Annamaria Casini e cosa intendesse fare per Sulmona, uscita sempre dalla premiata ditta dei civici ad ogni costo (e a quali costi…).

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