“La sindaca ha dormito per un anno e mezzo sul metanodotto e ora dice di dimettersi”

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CONSIDERATE ANCORA “PRESUNTE” LE DIMISSIONI CHE COMUNQUE NON SAREBBERO IL PASSO GIUSTO

25 DICEMBRE 2017 – La dimissioni della sindaca Anna Maria Casini sono considerate ancora “presunte” dai capigruppi consiliari di minoranza Maurizio Balassone, Elisabetta Bianchi, Antonio Di Rienzo e Francesco Perrotta: “Appaiono più come il frutto di una spietata e mirata strategia pre-elettorale in vista delle prossime elezioni politiche di cui l’assordante silenzio di gran parte delle forze di maggioranza rappresentate in Consiglio comunale è emblema” sottolineano in un comunicato alla vigilia di Natale e dopo l’eclatante decisione governativa di collocare una stazione di compressione del metanodotto nella Valle Peligna: “Troppo facile – proseguono – per il primo cittadino ricorrere ad affabulatori giochi di prestigio senza aver prima dimostrato, per esempio, di aver profuso energie per pretendere la riattivazione del tavolo tecnico regionale sul progetto SNAM che potesse contemplare le ragioni di questo territorio. In diciotto mesi di governo cittadino non si rintracciano azioni concrete ed utili ad apportare un contributo di contrasto alla Centrale ed al metanodotto”.

I capigruppo di minoranza vogliono, quindi, una riunione del Consiglio straordinaria e un “documento unitario” per impegnare la giunta comunale ad “adottare una delibera di promozione di valutazione di azioni legali a tutela della Città di Sulmona e del suo territorio avverso il superamento della negazione della intesa da parte del Consiglio di Ministri”.