CONVEGNO SULL’OPERA DEL FERRARI IN PIAZZA XX SETTEMBRE E LE PAROLE DI D’ANNUNZIO PER IL MONUMENTO OGGI IN PIAZZA XX SETTEMBRE
I APRILE 2015 – Una tappa fondamentale del rapporto tra Sulmona e Publio Ovidio Nasone, la collocazione della statua al centro della città, poco distante dal luogo ove si ritiene sorgesse la casa del poeta, sarà ripercorsa sabato 11 aprile dall’Associazione di ricerca Europa Sulmona, presieduta dal dott. Antonio Pelino. E’ in programma il convegno di studi “Ettore Ferrari e le immagini di Ovidio tra Costanza e Sulmona (1887-1925)”. Ferrari è stato lo scultore della statua di Giordano Bruno in Campo de’ Fiori a Roma, ma anche delle statue di Garibaldi in varie città d’Italia, di Mazzini e Quintino Sella ancora a Roma. Sulla parte posteriore della statua di Ovidio si leggono i simboli della Massoneria, attraverso i quali il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani volle celebrare questa realizzazione che si andava a posizionare nella piazza intitolata all’evento più importante della Massoneria italiana, la conquista di Roma il XX settembre 1870. Di lì a poco Ferrari fece erigere la statua di Giordano Bruno che volge le spalle a San Pietro, in segno di massimo disprezzo per l’istituzione che tormentò e bruciò il monaco. Ovidio a Sulmona dà le spalle al Liceo classico e volge verso il palazzo che era stato sede dei Gesuiti i simboli della massoneria
A ben vedere, Ovidio costituisce, insieme a Giordano Bruno, l’esempio storicamente non collocabile nel quadro delle celebrazioni di personaggi contigui o ispiratori della massoneria risorgimentale ed è certamente questo un aspetto peculiare, se proprio si deve indagare sui motivi che spinsero Ferrari a cimentarsi nelle statue di Ovidio a Costanza e a Tomi. Da rilevare, detto per inciso, che la statua in Romania fu realizzata alcuni decenni prima di quella di Sulmona, tanto che proprio Gabriele D’Annunzio si infervorava alla notizia che potesse venir realizzata una statua del poeta: “mi risolleva nella memoria la nostra Sulmona con tanta vivacità che mi sembra di averla pienamente nella palma della mano”. Non sono parole di circostanza, quelle del poeta “esiliato” a Gardone: “Rialziamolo dunque sul piedistallo e su l’ammirazione. Col più schietto orgoglio di razza io aggiungo la mia offerta a quella dei coloni, e pongo intera la mia volontà al servigio dell’alto disegno”.
Fu il Re in persona a inaugurare la statua nel 1925 e questo dovrebbe confermare il forte legame tra la massoneria e i fautori dell’unità d’Italia imposta dal Piemonte in alternativa alla ipotesi della estensione del Regno delle Due Sicilie.
Presiederà il convegno il sen. Franco Marini, che c’entra come il due di coppe, visto che è presidente del Comitato Anniversari di Interesse Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, quando il Bimillenario di Ovidio travalica di molto i confini nazionali e si inquadra nel contesto delle relazioni con la Romania e, per quello che ha rappresentato il mito del grande vate, anche negli Stati Uniti d’America ove viene ormai studiato molto di più che nella stessa Europa. Vari gli argomenti nelle relazioni: dal mite “Ettore Ferrari: uno scultore per Ovidio” ai conturbanti “La Massoneria nella Provincia dell’Aquila fino all’avvento del Fascismo” e “L’Italia negli anni d’esordio del Fascismo ed i rapporti tra il Fascismo e la Massoneria”, al contestualizzante “Sulmona nel 1925”, al rionale “Documenti inediti da un archivio privato”.






