ESPULSO PIZZOLA DA UNA CONFERENZA DELL’UNUCI
30 GENNAIO 2025 – Mario Pizzola, obiettore di coscienza al tempo nel quale fu chiamato al servizio di leva ed oggi animatore di gruppi antimilitaristi, è stato allontanato da una conferenza dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo, che si teneva all’Archivio di Stato, in Via Sant’Antonio, per aver ostentato un foglio con scritta inneggiante all’educazione alla pace e non alla guerra, da perseguire nei confronti dei giovani studenti. Era prevista anche la premiazione di un piccolo concorso letterario sul tema del servizio dei soldati verso la società. Protestando per questa espulsione, Pizzola ha fatto rilevare: “L’iniziativa “letteraria” dell’Unuci (ente fondato nel 1926 che ha tra i suoi scopi quello di organizzare “attività addestrative per i propri iscritti e anche per le Forze di Completamento e della Riserva Selezionata”) si inquadra nel processo di militarizzazione della scuola italiana ormai in atto da tempo e che ha come finalità quella di orientare studenti e studentesse a scegliere la carriera militare”.
Che Pizzola auspicasse l’educazione dei giovani alla pace era del tutto in linea con principi costituzionali: anzi era l’esplicitazione di quel “L’Italia ripudia la guerra” che è scritto tra i primi articoli della Carta fondante. Essere ufficiali in congedo, poi, non significa esaltare le forze armate. Da ufficiali si serve lo Stato (e la società che lo compone) non per il gusto di far brillare mine, ma solo perché “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”, come sancisce un altro articolo trascurato della Costituzione. Almeno in questo senso intendono il servizio militare e la stessa carriera militare persone dotate di sano equilibrio, cioè convinte che la guerra è l’ultima delle opzioni (tanto da essere ammessa solo per estrema difesa). Non per essere ufficiali in congedo ci si può entusiasmare nel considerare il lancio della bomba atomica che 80 anni fa uccise centinaia di migliaia di inermi Giapponesi per costringere gli altri alla resa con metodo criminale, in proporzioni drammaticamente più grandi, ma concettualmente non difformi, del bombardamento di Piazza Garibaldi o del boschetto davanti alla stazione. L’Unuci non condividerà metodi e finalità del genocidio allestito dagli israeliani contro i palestinesi; e se li condivide si pone al di fuori della Costituzione e non rappresenta molti dei suoi stessi iscritti, che si onorano di aver comandato un plotone o una compagnia o un battaglione sempre per il “sacro dovere” e non per l’oscuro compiacimento di seminare morte e dolore.
Quindi, che un cittadino stazioni in un consesso di studenti per sottolineare un precetto costituzionale ed evocarne il rispetto è circostanza del tutto normale, che può servire ai ragazzi a sviluppare il senso critico, precipua finalità della scuola al di là dell’apprendimento di nozioni decontestualizzate.






