
Tracce di sangue davanti al Comune dopo un accoltellamento nel pub vicino
SCHIAMAZZI E RISSE CHE SCONVOLGONO LA VITA DEGLI ALBERGHI DI CHARME
11 MARZO 2012 – Ha il visto disfatto da una notte insonne. E’ in buona parte rassegnato e teme il peggio. Il sole delle prime ore di una giornata di primavera lo infastidisce: “Sono andato a dormire alle sei; dopo che ho chiamato tre volte i Carabinieri e tre volte sono dovuti intervenire per gli schiamazzi che vengono da Piazza XX Settembre e da Piazza Salvatore Tommasi”
Insomma, la notte di Sulmona è sempre più spinta nella discesa del degrado, della impresentabilità. Molti ristoratori hanno cercato di risollevarne le sorti scegliendo di aprire proprio nelle vie che fanno da reticolo ai monumenti, ai piccoli giardini, alle oasi architettoniche che conservano questa città come nessun’altra in Abruzzo. Lo ha detto il prof. Vittorio Sgarbi qualche mese fa: “Sulmona è la capitale artistica dell’Abruzzo in attesa che L’Aquila rinasca. E’ una città fondamentale per chi vuol conoscere l’Italia e la bellezza dell’arte italiana”. Gli fa eco qualche economista o, più semplicemente, qualche conoscitore delle dinamiche dello sviluppo: “Dove c’è recessione si può pensare a recuperare, sotto il profilo economico, facendo leva sulla mancanza degli stress che lo sviluppo porta con sé”. Per esempio: la fruibilità dei monumenti, della vita a contatto con l’esterno, con il reale.
Oggi, infatti, è giornata di mercatini lungo il Corso Ovidio; niente di particolare, ma una occasione di visita.
Eppure il centro appare stressato, con i segni di improvvisate consumazioni negli angoli più reconditi. Poi, ad avventurarsi nei vicoli, si vede lo scempio della inciviltà, la sporcizia che prima non c’era e che oramai è vecchia di settimane o di mesi.
L’albergatore esasperato sa che a proteggere il centro non bastano i suoi abitanti: perchè sono troppo pochi. Prova a contarli nel raggio di trecento metri da Piazza XX Settembre e riesce a ricordarne solo una decina di famiglie, escludendo gli anziani che non hanno né la forza, né l’audacia di firmare un esposto o di telefonare ai Carabinieri.
Chi ha scelto di mettere le discoteche al centro di Sulmona? E’ una non-scelta di una ventina di anni fa, una concessione ambigua per trasformare garage e cantine in fragorosi centri di attrazione. Stavano meglio in periferia o in campagna, quei locali, come qualcuno, più saggio, li ha consentiti a Pratola.
Tutto è reversibile, certo. Basta un po’ di buona volontà. Ma, intanto, l’occasione di apparire, oltre che la città dell’arte che dice Sgarbi, anche la città del vivere bene, sfuma per queste piccole, paradossali incongruenze di una città che vuole farsi male da sola.






