Legnini dal pastificio bacchetta Davigo

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PARADOSSI DEL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA NEL COLLEGIO CHE LO ELESSE AL SENATO

7 OTTOBRE 2017 – Il vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Legnini, ha detto che il fenomeno dei giudici che parlano in televisione è tipicamente italiano.

Molti hanno colto e contestualizzato questa affermazione, all’indomani degli interventi del giudice Davigo che con la sua consueta logica ferrea ha espresso opinioni in televisione.

Senti chi parla. All’indomani del suo insediamento al CSM Legnini visitò non un tribunale, non la corte d’appello (dove il primo presidente Canzio aveva realizzato una finta inaugurazione e dove forse un vice-presidente del CSM avrebbe potuto prendere l’iniziativa di una azione disciplinare prima che Canzio diventasse primo presidente della Corte di Cassazione); visitò un pastificio, guarda caso della provincia di Chieti, guarda caso della stessa provincia di elezione di Legnini.

E, dopo, Legnini ha continuato a partecipare a tutti gli eventi cui normalmente un politico partecipa per coltivare il proprio collegio elettorale; certo non avevamo mai visto un Mancino o un Rognoni partecipare al Premio Pratola; o  degli allestimenti di un professore in corsa per la sua visibilità, che gli porta gli studenti sottraendoli alle lezioni per sentire una lezione di diritto costituzionale (non si poteva invitare Rodotà, per esempio, oppure il professore che tutta Europa ci invidiava non era… organico?).

Dunque i giudici debbono stare zitti; ma chi ha il potere disciplinare sui giudici, soprattutto chi dirige l’organismo che li designa ai posti dirigenziali e promuove le sanzioni disciplinari, può attraversare in lungo e in largo il suo collegio elettorale da vice-presidente del CSM. Penserete che Legnini si asterrà dalla posa della prima pietra della nuovo Fondovalle Sangro? Penserete che, prendendo la parola, dirà che non è il completamento della Fondovalle Sangro, ma è la Fondovalle Sangro bis che costa allo Stato 36 milioni a chilometro e che i Masterplan avrebbero potuto finanziare la protezione delle risorse naturali abruzzesi per evitare, per esempio, incendi di migliaia di ettari di bosco? Beh, certo, non dirlo significa fare politica; ohibò, ma il CSM fa politica?