L’ORSO, QUESTA NOTTE…

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IMPREVISTO EPILOGO DELLA GIORNATA ALLA RISCOPERTA DEL GAMBERO LUNGO IL PRIMO TRATTO DEL GIZIO

21 SETTEMBRE 2024 – Hanno avuto una loro valenza i “laboratori erboristici”, ne hanno dimostrato una maggiore i gamberi di fiume che poco a poco stanno rinascendo; ha un fascino irresistibile il rumore dell’acqua che attraversa un piccolo bosco e sembra provenire dal buio delle sere sopravanzanti del primo giorno d’autunno. Ma il pezzo forte della giornata organizzata lungo il Gizio sono state le orme freschissime di orso che proprio all’imbocco della pista ciclabile (lato mulini nel parco di archeologia industriale) sono state misurate dai partecipanti al sabato del… gambero. Inaspettate (e chi poteva prevederle tanto da metterle nel programma del depliant?), saranno della notte scorsa e hanno a che fare con l’ansa tracciata dal Gizio a cento metri, in una tratto pianeggiante (nella foto in basso), dove plantigradi e cervi trovano comodo abbeverarsi e tenere d’occhio gli antagonisti. Non distante da qui, nel settembre di dieci anni fa, fu trovato il corpo senza vita di un giovane orso in piena salute, ucciso a colpi di fucile mentre scappava da un pollaio preso d’assalto per fame nella stagione che precede il letargo.

Il Gizio si conferma l’ecosistema che arricchisce di vere esperienze il turismo; e può esserlo anche nel tratto che attraversa Sulmona; ma, come canta Angelina Mango, “Che t’o dico a fa?“; abbiamo illustrato in tutti i modi le ragioni di un Parco del Gizio tra l’antica cartiera dell’Annunziata fino al mulino del Tratturo, ma da Palazzo San Francesco si punta ancora sullo scempio della scarpata verso il torrente Vella, d’estate pure secco.

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