Ma a Ponte d’Arce c’è un altro orso

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AVVISTATO IERI. OCCORRONO MISURE ECCEZIONALI PER IMPEDIRE CHE SEGUA IL DESTINO DEL “FRATELLO”

Sky-TG24-imbocco-pista-ciclabile

16 SETTEMBRE 2014 – C’è un altro orso che si aggira a Vallelarga.

E’ stato avvistato lungo la Strada Statale 17 ieri. Avrebbe piccole dimensioni. Dovrebbe trattarsi del secondo maschio, confuso in qualche avvistamento con il plantigrado trovato morto venerdì lungo una pista ciclabile in territorio di Pettorano sul Gizio. Non è munito di radiocollare e questo ha impedito finora di approntare un piano di intervento per prevenire i blitz nei pollai e per salvaguardare sia questo esemplare, sia “Peppina”, sia quello (forse) avvelenato dai pericoli di un avvicinamento eccessivo nei paesi e, in genere, nelle zone più antropizzate (Nella foto in alto: giornalisti e Guardie forestali sulla Via dell’Albanese, all’imbocco della pista ciclabile dove è stato trovato morto un giovane orso venerdì 12 settembre; nella foto in basso l’immagine di un orso in un cartellone apposto dal Parco Nazionale della Majella lungo il Corso Ovidio a Sulmona) .

Adesso che si è concluso “Perla Majella”, forse il Parco Nazionale della Majella potrà domandarsi se non venga da Campo di Giove, da Pescocostanzo, dalla stessa fetta di territorio perimetrato nel Comune di Pettorano sul Gizio, un animale che dovrebbe essere il simbolo dell’istituzione. Nei giorni scorsi, come già abbiamo sottolineato, si è assistito al curioso spettacolo di una natura celebrata in Piazza XX Settembre (tra l’altro: come una sagra chiassosa, di quelle che fanno scappare gli animali) mentre uno dei tre orsi affezionati a Pettorano sul Gizio si aggirava a qualche chilometro, forse sgomento per la morte del consanguineo (?) e con il rischio di mangiare bocconi avvelenati oppure di finire sotto un autotreno. Intanto a Sulmona il “Parco” festeggiava. Sky TG24 era piazzata a Ponte d’Arce con il proprio terminale per le “dirette” a intervistare Forestale, volontari, direttori di riserve affranti, il Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, desolato e alla ricerca di qualche rimedio da proporre o almeno impegnato a dettare un epitaffio che facesse apparire all’Italia lo spirito partecipante di una comunità solidale. Per quelli del Parco Nazionale della Majella a Pettorano ci potevano stare pure altre dieci orsi, tutti in pericolo: non trovavano dove fosse la notizia. Soltanto chi fosse segnato da disavventure e fallimenti in ogni settore che abbia toccato potrebbe assistere impassibile a questi “trionfi di cartone” e resistere al richiamo delle dimissioni immediate. Ovviamente lo può fare anche perché la valutazione della notizia di un orso morto e di qualche altro che rischia la stessa fine è rimessa a cronisti che, invece di stare a Ponte d’Arce con la parabola per il ponte della “diretta”, stavano a battere le mani “Perla Majella”.

Manifesto-orso-al-Corso

Adesso bisogna guardare alle ore imminenti.

E’ un fatto che coinvolge non solo il “Parco” (per fortuna). Al primo posto sta la necessità di collocare un limite di velocità eccezionale nel tratto dal km. 91 al km.100 della SS 17, visto che l’orso sopravvissuto è scampato, pare, ad un investimento spostandosi all’ultimo secondo. Poi, i soldi del prossimo “Perla Majella” vanno spesi adesso per collocare adeguati fari che illuminino la zona: è un tratto breve della “Nazionale”, ma è strategico, perché percorre un corridoio di attraversamento dalla Majella alla Valle del Sagittario ed è praticato dagli orsi superstiti e da centinaia di altri animali selvatici.

La Guardia Forestale pensi di meno alla sua riserva di Popoli (che pochi conoscono e che non ha nessun orso vagante) e convogli sul posto personale che sappia tenere a bada quanti pensano di risolvere i problemi dei pollai sterminando gli orsi. E’ una emergenza: in queste strettoie si nota la differenza tra un Renzi e un D’Alfonso chiacchieroni e chi sa fare un programma in silenzio ed attuarlo.

Infine, ci sono le strategie di lungo corso. L’Assessore regionale Mazzocca ha detto che non debbono esservi sovrapposizioni di competenze. Parole sante e con il loro peso. Il Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Antonio Carrara, ha detto ieri l’altro che è favorevole a fare dei tre parchi nazionali in Abruzzo un unico parco. Franco Iezzi, Presidente del Parco Nazionale della Majella, non si è ancora pronunciato e pare anche che abbia detto a Carrara che non crede a queste riunioni. Intanto l’orso vaga.