Ma da quali imprenditori è fatto il “marchio Sulmona”?

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SEQUESTRATI DAI NAS TREMILA CHILI DI CONFETTI E MATERIE PRIME INUTILIZZABILI. AL CONTRARIO DI QUELLI DEI LADRUNCOLI,  I NOMI DEGLI INDAGATI RESTANO SEGRETI

18 MARZO 2016 – Una fabbrica di confetti è stata visitata da reparti del “Nucleo antisofisticazioni” ed è stata chiusa;

sono state sequestrate tre tonnellate di confetti e materie prime alimentari non utilizzabili. Il “Nas” ha anche riscontrato condizioni igieniche al di sotto dei parametri previsti dalla disciplina sul trattamento dei cibi.

Potrà non essere nocivo alla salute mangiare una mandorla ricavata da un confetto dopo averla spogliata dello zucchero; come potrà non essere nocivo alla salute mangiare i confetti fabbricati a Ottaviano e infilati in scatole e sacchetti con il marchio sulmonese; potremmo non contrarre leptospirosi o epatite se le fabbriche di confetti sono in condizioni igieniche così scadenti da subire una chiusura.

Tutto questo sarà pure vero, ma occorre che qualcuno spieghi come mai alcuni dei cosiddetti “imprenditori” di Sulmona si stiano segnalando in questi ultimi anni per un uso smodato di simboli e nomi legati alla storia cittadina onde farne veicolo di guadagni facili e purtroppo senza tanti scrupoli. Fino a che punto i confetti di Sulmona reggeranno a pratiche così disinvolte? Questi imprenditori scelgono la strada breve di ridurre i costi al punto tale da squalificare completamente la produzione: come, del resto, nel recente passato qualcuno tra loro ha comprato in Campania a prezzi stracciati  per rivendere ai prezzi degli “autentici confetti di Sulmona”.

E, del resto, nessuna meraviglia può destare questa pratica in una città dove con una cerimonia formale è stata collocata una corona di aglio sulla testa della statua di Ovidio e l’immagine è servita per un tentativo di diffondere e commercializzare l’aglio in un convegno di produttori, appositamente strumentalizzati, forse a loro insaputa, dal commerciante che deve lucrare. Veramente, se si è avuta l’arroganza di asservire agli usi commerciali il simbolo più alto della città, l’icona letteraria di un periodo dell’Impero romano, non si potevano pretendere tanti scrupoli in chi ha riciclato confetti semi-inutilizzabili o teneva in magazzino sostanze scadute o lavorava quei prodotti (che sono pur sempre alimentari) nel sudiciume.

Di questo o di questi imprenditori predatori dovrebbero essere divulgate subito le generalità: altrimenti si potrebbe pensare che sia stata tutta la città a coronare Ovidio di aglio, quando si trattò di una squallida manifestazione con poco più di venti persone; oppure si potrebbe pensare che a riciclare confetti marci siano tutti i confettieri di Sulmona , quando il blitz del NAS ha dato risultati solo per uno stabilimento.

Delle due l’una: o la diffusione delle notizie sui “blitz” dei NAS deve servire la comunità anche per metterla in guardia da chi si comporta da predatore e allora si deve avere la responsabilità di indicare i nomi degli “imprenditori” come si fanno i nomi dei ladruncoli nelle operazioni di polizia e se ne pubblicano pure le foto; oppure serve a reclamizzare le operazioni ad unico beneficio della forza di polizia che l’ha realizzate e a totale e capillare danno di tutte le attività imprenditoriali del settore.

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