Ma il sindaco di Chieti non consente il traffico dei TIR dell’immondizia

304

DI PRIMIO CHIARISCE CHE TUTELERA’ L’AMBIENTE DEL SUO TERRITORIO. A SULMONA, INVECE…

10 GENNAIO 2018 – Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio annuncia che, se non sarà fatta chiarezza sull’impatto ambientale del transito degli automezzi che porteranno l’immondizia da Roma all’Abruzzo, ne vieterà il passaggio: “Se avessi dovuto autorizzare l’arrivo di rifiuti nella discarica del Comune avrei già sbarrato l’ingresso. Purtroppo non posso usare lo stesso strumento per rifiuti che dovrebbero essere trattati in impianti privati di Chieti, Sulmona e Aielli (l’Aquila). Ma è interessato il mio territorio e per questo, a tutela della salute dei miei cittadini e di quelli della Val Pescara, vicinissimi all’impianto Tmb (Trattamento meccanico biologico) di contrada Casoni, prima di accogliere nuovi rifiuti pretendo chiarezza”.

Quindi ci sono ancora sindaci che pensano a tutelare il livello di dignità ambientale dei loro territori: a Sulmona, evidentemente no, se la sindaca, messa al suo posto dall’assessore regionale Gerolosimo, non si pone i problemi che si pone Di Primio, sebbene l’impianto di “Noce Mattei” si trovi a tre chilometri da Piazza Garibaldi, cioè dal centro della città. Del tema del continuo transito di camion che portano l’immondizia a “Noce Mattei” questo giornale di interessa da almeno cinque anni: ne abbiamo ripreso l’indecente carovana fatta di automezzi sudici, sgangherati, che talvolta perdono parte del carico durante il viaggio. E che costituiscono un costante aggravio e un pericolo per la circolazione nelle strade secondarie, nelle quali debbono avventurarsi per raggiungere l’ impianto vicino alle Marane.

Ora quello che scrive Di Primio ci conforta, perché nel panorama della stampa cittadina lo abbiamo scritto solo noi e a mezza bocca pure “Il Germe”. La sindaca, che è già pronta a ritirare le dimissioni dopo la pantomima del viaggio a Roma, magari sarebbe disposta pure a mettere un vigile a regolare il traffico lungo la Morronese, come del resto Giuseppe Ranalli mandò un vigile per soprintendere all’apposizione della corona d’aglio sulla testa di Ovidio. Questi sono gli ultimi sindaci che abbiamo avuto; figurarsi se possiamo sperare in una tutela ambientale e culturale di Sulmona…