23 FEBBRAIO 2015 – Il primo presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Stefano Schirò,
ha sottoscritto il documento dei sei componenti del comitato direttivo centrale di “Magistratura Indipendente”, corrente di moderati all’interno della Associazione nazionale Magistrati, per costituire “Autonomia e indipendenza”. Indipendenza evidentemente da Cosimo Ferri, “leader che ricopre un incarico di governo e le cui ingerenze nelle scelte strategiche di maggiore rilevanza di Mi sono state evidenti”. Ferri non viene nominato, ma i riferimenti alla sua persona sono leggibili, al punto che Piercamillo Davigo (magistrato in Corte di Cassazione, già componente della procura di Milano all’epoca di “Mani pulite”) aveva intrapreso nei mesi scorsi la costituzione della nuova anima della associazione proprio per evitare al “mutazione genetica” di MI, come oggi viene definito il percorso della corrente: verso un indebolimento che è voluto dalla stessa “politica”, che “vuole normalizzare la magistratura anche alimentando le divisioni interne all’Anm… e ciò persino dentro l’organo di autogoverno (il Csm). Tale tentativo della politica di trovare alleati tra i magistrati contro la magistratura non va sottovalutato”. Venerdì i fautori di “Autonomia e Indipendenza” si ritroveranno a Roma per il convegno “Rottamare anche la giustizia?”.
Chissà se Giovanni Legnini, vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, avrà parlato sabato mattina al teatro Caniglia di Sulmona, davanti a seicento ragazzi distolti dalle lezioni per “Una giornata particolare”, anche di questo tentativo di normalizzare la magistratura da parte della politica della quale ha fatto parte fino al giorno stesso nel quale è passato dal governo al Csm…






