IL “LEGISLATORE” CHE NEL 2011 SOPPRESSE I TRIBUNALI ERA GIOVANNI LEGNINI
23 FEBBRAIO 2015 – Tra le altre cose strane che ha detto il vice-presidente del CSM, Giovanni Legnini, al teatro Caniglia, davanti a seicento studenti portati con la cavezza ad ascoltarlo, c’è il sottile imbroglio di considerare “il legislatore” come un ente astratto. Così, l’oratore dalle cui labbra pendevano i forzati, presentati da un fiero Oreste Tolone forse in cerca di quella che oggi si chiama visibilità e ieri semplicemente pubblicità, ha sostenuto che la soppressione dei tribunali di Sulmona, Lanciano, Vasto e Avezzano, è “stata voluta dal legislatore del 2011” e che non è sostenibile. Per lealtà nei confronti di chi studia e ha perso una mattinata in questa pantomima del professore che presenta l’uomo delle istituzioni, Tolone avrebbe dovuto introdurre l’argomento dicendo che il legislatore era proprio Giovanni Legnini.
Avrebbe anche dovuto aggiungere che, per convenienza politica nel suo collegio elettorale, si è poi presentato come il promotore di correttivi che non sa neanche quali siano, avendo scaricato questo compito di trovare le soluzioni sui consigli dell’ordine degli avvocati interessati. Se, poi, è vero quello che è scritto sul “Centro”, e, cioè, che Legnini ha detto di “aver visto il provvedimento che ridisegna la nuova geografia giudiziaria, che ha determinato molte polemiche, e di aver constatato come intere aree dell’Abruzzo resterebbero prive di presidi giudiziari“, Tolone avrebbe anche dovuto interrompere l’oratore per precisare che la legge prevedeva di per sè la soppressione dei tribunali che avevano sede in città non capoluogo di provincia.
Ma, se proprio non voleva essere così critico, Tolone avrebbe dovuto onestamente dire che l’astratto “legislatore” era Legnini. Così, tanto per non coglionare i ragazzi che magari pensano che gli uomini delle istituzioni siano di altra pasta.






