MAGLIOCCO METTE IN RIGA LA PELINO

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ENNESIMA GAFFE DELLA SENATRICE CREA SCOMPIGLIO NEL PDL

18 APRILE 2013 – Avrà bisogno di un buon ortopedico Paola Pelino per le ossa rotte che ha riportato nel confronto interno al Pdl: ora a menargliene di santa ragione è il coordinatore provinciale Magliocco, che prende carta e penna e puntualizza le molte gaffe della senatrice: “Se il PDL avesse voluto esprimere una candidatura autonoma e non di coalizione, lo statuto del partito imponeva dei percorsi che sono stati disattesi. La sortita giornalistica della senatrice Pelino non ha tenuto conto di quanto è previsto dall’art. 25 dello statuto del PDL. Ma a Sulmona, la senatrice Pelino ha prima scelto di muoversi in una logica di coalizione quando ha deciso di partecipare a tutte le riunioni tenute dal tavolo (comitato elettorale di coalizione) salvo poi, scoprendo di essere in minoranza, inventarsi una soluzione personale non prevista dallo statuto e di rottura della coalizione. Invece, il metodo del tavolo del centrodestra si è reso indispensabile affinchè tutti i soggetti partecipanti (coalizione) avessero pari dignità e soprattutto tutte le forze politiche e civiche potessero partecipare alla definizione di una candidatura unitaria del centrodestra.

“La volontà di demandare la decisione a due soli esponenti del PDL – continua il coordinatore provinciale del Pdl – e quindi ad un consesso non rappresentativo dell’intero centrodestra, e men che meno dell’intero PDL (provocando, anzi spaccature) si è tradotta in un vantaggio offerto al centrosinistra che, viceversa ha avuto la capacità di ricompattarsi. Ribadendo che lo statuto non prevede ciò che la Pelino ha inteso fare ci si chiede se “anche in Abruzzo” è vigente lo statuto del PDL e se, conseguentemente, esso è uno strumento “giuridicamente rilevante” oppure se esso può essere considerato semplice “carta straccia” da usare o disattendere a seconda delle personali esigenze della “casta””

Fin qui Alfonso Magliocco; ma c’è molto di più di quello che si legge. Il Pdl è una formazione allo sbando, caratterizzata peggio del centrosinistra da un esasperato personalismo e dalla arroganza che non è neanche di Paola Pelino (in crisi da sempre perchè non ha mai scelto una linea tutta sua, limitandosi a obbedire a Franco Iezzi) ma di quelle formazioni di retroguardia che non hanno neppure un angolo di interesse per il bene di Sulmona, cui, non smetteremo mai di dirlo, hanno sottratto il tribunale, per esempio.

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