“Mi manda de Bortoli” e D’Alfonso scappa

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INCRESCIOSA REAZIONE ALLA PRIMA DOMANDA DI UN GIORNALISTA DOPO ANNI DI GENUFLESSIONI

29 GENNAIO 2017 – Luciano D’Alfonso è abituato alle domande dei giornalisti del Tg3 Abruzzo:

più che domande, sono un’occasione per recitare la parte mandata a memoria; sono il “la” per quello che D’Alfonso direbbe se non ci fossero le fastidiose verità diverse. Tanto è vero che, quando a fare domande è stato Ferruccio de Bortoli (che ha dato già del “caudillo maleducato” a Matteo Renzi), Luciano D’Alfonso ha lasciato lo studio in collegamento con Salvo Sottile (“Mi manda Rai Tre” del 26 gennaio), insalutato ospite. Anzi ha lasciato vuota la poltroncina, senza neanche avvisare i cameramen che l’hanno inquadrata nuda e cruda come la fabbrica l’aveva sfornata. Sottile avrà pensato che D’Alfonso aveva bisogno del bagno. Può darsi pure che D’Alfonso avesse un aereo da prendere subito; ma insomma, in genere, una voce la si lascia, prima di abbandonare il campo. In effetti, fa parte della coreografia in genere allestita da D’Alfonso (con tanto di felpa della Protezione civile, che si lascia addosso anche quanto affronta gli infuocati studi televisivi, con lampade da abbronzatura) quella di abbellire con fuochi pirotecnici di frasi altisonanti e di vocaboli inventati le proprie celebrazioni di se stesso e la propria presenza. Questa la domanda dell’ex direttore del Corriere della Sera : “Mi piacerebbe da parte di un amministratore locale che facesse un po’ un esame di coscienza e che rispondesse a questa domanda: la Regione ha fatto tutto quello che doveva, o avrebbe potuto fare di più? (…) Tutta la macchina della Regione si è comportata in maniera perfetta oppure questa tragedia ci insegna che qualcosa di più si sarebbe potuta fare?”. Non è che de Bortoli avesse, per esempio, premesso che D’Alfonso è uno dei peggiori presidenti di regione in Italia (secondo il sondaggio fatto effettuare dal Sole 24 ore); ha fatto una domanda e basta.

Ora, come Abruzzesi, non ci sentiamo a nostro agio nel vedere la fuga del governatore che altri, nelle urne, hanno voluto al posto nostro, ma che comunque esce da una consultazione elettorale di tutta la regione. Comunque, buono a sapersi: la prossima volta, per non vedere il sorriso stampato nello stereotipo del governatore tutto controllato, basterà che gli intervistatori della sede Rai di Pescara premettano: “Mi manda De Bortoli”. Se dall’altra parte non si vedrà più nessuno, vuol dire che D’Alfonso non avrà gradito la domanda; e bisognerà passare a quella di riserva, dopo essere passati negli studi della Sciarelli in “Chi l’ha visto?”.