MOSTRA A VENAFRO SULL’OMBELICO DEL MONDO LONGOBARDO

675

2 MAGGIO 2012 – La più grande area di indagine storica sui Longobardi nel centro-Italia, quella del monastero di San Vincenzo, rivive in un allestimento di primissimo piano nel convento di Santa Chiara di Venafro. Dal 1832, quando fortunosamente fu trovata la cupola di Sant’Epifanio, gli archeologi hanno potuto ricostruire pezzo su pezzo il complesso dei benedettini fondato nel VII secolo da tre nobili beneventani alle sorgenti del Fiume Volturno. Delle nove chiese delle quali si formava quel centro monastico ben sei rimangono ancora da rintracciare: ma quello che è emerso è bastato già per allestire la più grande mostra dei Longobardi a Brescia alcuni anni fa e  nel decennio scorso gli scavi sono stati incentivati anche dal contributo di studiosi e finanziatori inglesi.

L’ultima “campagna” si è conclusa nel 2007: anfore, vetrate, decorazioni metalliche e utensili sono stati sistemati, e lo rimarranno fino alla fine dell’anno, in un’ala del convento di Santa Chiara. Molto significativa la politica seguita dalla Soprintendenza molisana, che con il quasi simbolico prezzo di ingresso di un euro fornisce anche il catalogo della mostra. San Vincenzo al Volturno si raggiunge da Sulmona in tre quarti d’ora percorrendo la statale 17 fino a Rionero Sannitico e deviando poi per la superstrada (SS 652) fino all’uscita di Castel San Vincenzo.

Sull’area archeologica di San Vincenzo si rimanda all’articolo “Di sorgente in sorgente

Nella foto del titolo un sarcofago ritrovato nell’area di San Vincenzo al Volturno

Please follow and like us: