MUTI SUI PROGETTI DI STRAVOLGERE LA A25, OGGI SI SOLLEVANO PER I PEDAGGI

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SCONCERTANTE POSIZIONE DEI PROTESTATARI SOTTO IL MINISTERO

Gabriella Di Girolamo nell’aula del Senato

6 DICEMBRE 2018 – “Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha firmato tre progetti per i lavori di messa in sicurezza sui viadotti della A24 e della A25. Adesso si appresta a sbloccare i primi 50 milioni di euro e a chiudere l’istruttoria sui rimanenti dieci progetti”. Lo riferisce la sen. Gabriella Di Girolamo, eletta a Sulmona nel Movimento 5 Stelle. La parlamentare definisce “storture vergognose e stucchevoli” la serie di condotte delle forze politiche che finora “per ragioni di comodo hanno fatto finta di non vedere”. Ad avviso della sen. Di Girolamo “Vale la pena ricordare che il Piano Economico e Finanziario che il Ministro Toninelli sta rinegoziando col concessionario, con l’obiettivo prioritario di scongiurare aumenti dei pedaggi, era scaduto dal 2013. Questi signori dove hanno vissuto negli ultimi cinque anni? Questo governo sta lavorando solo nell’interesse dei cittadini, le polemiche strumentali le lasciamo ad altri”.

E’ chiaro il riferimento alla questione insorta ieri presso il Ministero, dove si erano recati sindaci abruzzesi proprio nella imminenza del termine (I gennaio) nel quale saranno introdotti nuovi aumenti. Il TG3, secondo la tecnica invalsa da decenni nella RAI, ha posto in risalto che “il ministro Toninelli si è rifiutato di riceverli”, ma in effetti le sceneggiate allestite dai politici, tanto per lo spostamento del terminal degli autobus da Tiburtina ad Anagnina, quanto per questi pedaggi sono un espediente mediatico per seppellire di chiacchiere la spinosissima questione dei collegamenti tra l’Abruzzo e Roma. La maggior parte di quei sindaci non ha mosso ciglio quando D’Alfonso (che adesso da senatore del PD vegeta come se le autostrade e le ferrovie non fossero più problemi di un politico abruzzese) ha allestito il progetto di modifica del tragitto della A25 (che prevedeva la serie di tunnel da Bussi a Collarmele, tagliando la Valle Peligna); intanto non ricordiamo nessuno dei parlamentari del PD, o di Forza Italia, o di Fratelli d’Italia o men che meno dei “cespugli”, emettere un sospiro per costringere il concessionario oppure il ministero ad intervenire con investimenti massicci.

 

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