NON C’E’ POSTO PER MASSIMO BELLINI

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EQUIVOCI E DESOLAZIONI NELLA SULMONA CHE HA CONOSCIUTO DI PEGGIO

12 FEBBRAIO 2017 – Era desolato l’avv. Pasquale Speranza, presidente del Teatro Club di Sulmona, quando in quel febbraio 1977 ci confessò quale risposta aveva avuto per la sua proposta di intitolare il teatro comunale di Sulmona al grande compositore di origini abruzzesi, Vincenzo Bellini (nella foto), nipote di Vincenzo Tobia Bellini, di Torricella Peligna, autore di pregevoli musiche sacre nell’apoteosi dello sviluppo musicale del Regno di Napoli sotto i Borbone. Aveva trovato un tratto di unione forte, un filo rosso che legava il teatro di Catania, già intestato al Bellini, con il teatro di Sulmona, che avrebbe potuto così chiamarsi “Vincenzo Bellini”.

Ma l’assessore alla nettezza urbana, voce forte della giunta perché ago della bilancia in epoca di profonde trasformazioni e trasformismi più forti, aveva fatto notare che la proposta era inaccettabile, non convinceva. Infatti, da un rapido riscontro aveva notato che il teatro di Catania, dovunque lo si leggesse, si chiamava “Teatro Massimo Bellini” e non già “Teatro Vincenzo Bellini”. Fu allora che Speranza cominciò a meditare che non fosse più il caso di coltivare una associazione di quel livello in quell’ambiente.

Non c’è da rammaricarsi dei vuoti e delle carenze dei giorni nostri; questa città ha conosciuto di peggio, anche se non ha mai raggiunto i livelli assicurati, in quanto a ignoranza, dall’aglio in testa a Ovidio a mo’ di corona dei Re Carnevale.