ORA GEROSOLIMO CHIEDERA’ AGLI AQUILANI DI PRENDERSI I RIFIUTI

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E’ ARRIVATA A SATURAZIONE LA DISCARICA DI NOCE MATTEI CHE ERA PROGRAMMATA FINO AL 2031 – LA PROTESTA AL BIVIO DELLE MARANE

6 SETTEMBRE 2021 – Con accorato appello alla tutela dei diritti dei residenti contro l’ampliamento della discarica di Noce Mattei l’avv. Gennaro Carugno (nella foto del titolo) è intervenuto nella protesta “standing in” al bivio delle Marane. La manifestazione dei “Comitati” e dei cittadini abitanti nella frazione alle pendici del Morrone è stata davvero trasversale, ma più per interessi elettorali che per oggettivo impegno politico di tutti i partiti e civismi vari. Così Carugno è andato giù duro e non ha guardato in faccia a nessuno nel denunciare quanto gli interessi della città dell’Aquila si siano sovrapposti e addirittura sostituiti a quelli della Valle Peligna, nel momento nel quale i quotidiani conferimenti di rifiuti indifferenziati stanno catapultando il grosso tema dello smaltimento dalle falde del Gran Sasso alle falde del Morrone. Ed ha invocato chiarezza e reattività in tal senso, da candidato nella lista che sostiene il sindaco della cosiddetta “destra” senza sconfinare nella scostumatezza di rammentargli, mentre gli era di fronte, che proprio l’altro giorno il sindaco dell’Aquila è stato in Comune, a Sulmona e non a L’Aquila, a presentare e sostenere questa “destra” così contraddittoria. Come si fa a rimandargli indietro i rifiuti?

Devastanti le cifre elencate dall’arch. Augusto Fidanza, che abita a un tiro di schioppo. Sulmona, che doveva avere una discarica recettiva fino al 2031, dall’anno prossimo deve pensare ad un ampliamento, perché ha ricevuto e riceve i rifiuti di mezza provincia, laddove avrebbe dovuto accumulare (o, meglio, trasformare) quelli di una vallata e di un circondario che, proprio perché afflitti da crisi profonda, non producono più neanche tanti rifiuti.

Gira un volantino che riproduce queste cifre e che è la fotografia del disastro nel quale l’amministrazione di Andrea Gerosolimo per interposta persona ha sprofondato il “Cogesa”, cioè nel guado nel quale si trova, con la prospettiva forzata di un allargamento dell’area dell’impianto, se per tale si intende anche la discarica. Fidanza ha rimarcato come il 66% dei rifiuti in realtà non viene trattato, laddove una sana gestione dovrebbe attestare questa percentuale  nel limite del 10. Il volantino riporta gli stessi dati forniti dal Cogesa al Comune di Sulmona: trovano una punta nelle 39.594 tonnellate conferite in discarica del 2018 con la previsione di 40.000 nel 2019. Il  trend, al di là di quei dati, è per un aumento negli anni successivi. “Dal prospetto si evince – sottolinea il Comitato Morrone Sulmona Valle Peligna – che lo smaltimento in discarica è vertiginosamente aumentato nonostante l’incremento della raccolta differenziata”. E’ ovvio: L’Aquila conferisce l’indifferenziato perché gli aquilani non si riprendono ancora dal terremoto e non se la sentono di buttare la plastica nel mastello diverso dall’umido, cosicchè il sindaco di “Fratelli d’Italia” dell’Aquila, Biondi, ha stretto un patto con Gerosolimo. Certo, se ci fosse stato anche Gerosolimo questa sera avremmo sentito, che so, che magari il patto prevede che dal 2022 i rifiuti di Sulmona andranno in una discarica dell’Aquila; e centodiciannove candidati del raggruppamento delle sette liste sarebbero stati disposti a credergli e a girare la città per convincere il colto e l’inclita: “Dal 2022 rifiuti a L’Aquila, l’ha detto Andrea”.

Per ora si tratterà di raccontare del patto Biondi-Gerosolimo a Gennaro Carugno, con i particolari della insolita uscita di un sindaco che presenta un candidato alla città bersagliata dai suoi rifiuti; magari prima che altri comitati si costituiscano tra i cittadini di Sulmona. L’essenziale è che il puzzo non arrivi a L’Aquila.