Ora vedremo chi a Sulmona sta con D’Alfonso

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Un balcone lungo il Corso Ovidio con la protesta per il metanodotto

LE PROTESTE PER IL METANODOTTO VANNO ANTICIPATE RISPETTO AL 21 APRILE

5 FEBBRAIO 2018 – Si terrà il 21 aprile a Sulmona la manifestazione di tutte le componenti sociali che si oppongono agli insediamenti “impattanti” (sotto il profilo ecologico) in Abruzzo. In questo senso ha deciso il coordinamento regionale contro l’hub del gas in Abruzzo, tenutosi sabato a Sulmona, nella parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice. Augusto De Santis, coordinatore del forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, si è detto entusiasta della partecipazione di gente comune alla riunione di sabato e vi ha visto una ripetizione dell’atmosfera che poi ha portato alla battaglia “No Ombrina” per l’Adriatico prospiciente l’Abruzzo.

La manifestazione contro gli insediamenti “impattanti” avrebbe avuto maggior significato se fosse stata organizzata prima delle elezioni politiche, perché in questo caso avrebbe costretto i partiti a prendere posizione su quello che in Valle Peligna è diventato il maggior tema per la sopravvivenza stessa della città e dei centri circostanti.

Vorrà dire, a questo punto, che i partiti e soprattutto i candidati dovranno essere interpellati con insistenza perché si pronuncino chiaramente sulla centrale di spinta che D’Alfonso e Gerosolimo hanno voluto sostanzialmente far insediare a Sulmona disertando la riunione del Consiglio dei Ministri del 22 dicembre, pur essendo D’Alfonso presidente della giunta regionale e Gerosolimo assessore alle aree interne. E tutti coloro che presenteranno D’Alfonso e lo sosterranno nel giro elettorale che vorrà fare a Sulmona saranno considerati, come lo sono, corresponsabili di questa ulteriore nefandezza ai danni del territorio, né più, né meno della soppressione del tratto autostradale da Bussi a Collarmele (e la sostituzione con le gallerie) o la deviazione del collegamento ferroviario da L’Aquila a Pescara rispetto al tracciato già esistente che include la stazione di Sulmona. Dovranno avere un nome e un cognome tali sostenitori di D’Alfonso (che ha anche d’imperio imposto di sotterrare i fanghi velenosi del porto di Pescara nella discarica di “Noce Mattei” alle Marane) e saranno oggetto delle stesse valutazioni che su questo giornale abbiamo riservato a Bruno Di Masci, solerte accompagnatore di D’Alfonso nella sua visita inutile all’incendio del Morrone.

Così si saprà se stanno dalla parte di una città che tenta di sopravvivere o dalla parte del suo affossatore.