DOMENICA L’APERTURA E L’IMMEDIATA CHIUSURA DEL MUSEO DI OVIDIO CON UNA STRANA CONTAMINAZIONE DI LATINO E INGLESE
17 MARZO 2023 – Domenica alle 10 sarà aperto (e poi chiuso subito) il “Museo Laboratorio Ovidio” nell’ex convento di Santa Caterina. “L’apertura anticipata – informano dal Comune – rispetto alla vera e propria inaugurazione, intende far conoscere il lavoro finora svolto dopo l’appuntamento dell’anno scorso in cui era stato presentato il complesso nella sua realtà di contenitore museale. Potranno essere quindi visitate le sale espositive, organizzate per tappe rispetto ai luoghi vissuti dal Poeta e dove la comunicazione è affidata esclusivamente alle parole tratte dalle sue opere”. E’ quello che da Palazzo San Francesco si definisce “Open day al Museo Ovidio”, che segue l’intestazione “Ovidii experience”.
Il monaco Salvatore (nella foto del titolo) nell’opera “Il nome della rosa” di Umberto Eco “parla tutte le lingue e nessuna lingua” osservava Guglielmo da Baskerville, perché il coacervo di nomi e costrutti rendeva incomprensibile la sua favella. Siamo sulla stessa strada, se dal genitivo di Ovidio si passa all’”experience” anglosassone per legarla forse all’”open day”. Non è un bel parlare, il giorno prima del compleanno del Sulmonese e in quella che dovrebbe essere la sua nuova casa nella città che gli dette i natali. Sarebbe stato meglio “experientia”. E per due motivi: perché è un termine latino e perché secondo Ovidio (come riporta il vocabolario latino-italiano edito da Signorelli), vuol dire “prova, tentativo, esperimento”. Tale è questo museo che già lunedì non sarà visitabile e che deve ancora avere una sua sostanza. Comunque, ci accontentiamo di quel che passa… l’ex convento ed è già tanto che Fabio Spinosa Pingue non porterà il serto d’aglio che fu collocato sulla statua del vate in Piazza XX Settembre.
Poteva andare peggio se a intitolare l'”open day” fosse stato lo stesso latinista che scrisse l’ignobile cartello sotto la statua di Ovidio (nell’altra foto) con lo stravolgimento dei “Tristia” e la declinazione di “allium qui ruber” (come se il neutro di “rosso” fosse “ruber” e non “rubrum”). Certamente il designato del sindaco a dirigere il Museo, davanti a simile scempio, s’offrirà ancora molto.







