OVIDIO AFFRONTA LE ACQUE TORBIDE DELL’INCONSCIO

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A VICENZA UN ALTRO RACCONTO DALLE METAMORFOSI PER IL TEATRO NATURA

2 GIUGNO 2023 –  “Acque profonde e torbide che cantano le oscurità dell’inconscio”: sono anche questi gli scenari dei racconti di Publio Ovidio Nasone, non solo “acque ora fresche e limpide che giocano nella luce”. Thiasos, Teatro Natura di Sista Bramini e Camilla Dell’Agnola (nella foto in basso) parla di “fonti, fiumi, laghi vivi, da cui scaturiscono le immagini, le storie e una musica in grado di suscitare emozioni sopite, risvegliare ricordi, svelando l’appartenenza reciproca, spesso dimenticata, tra la natura che scorre in noi e quella che ci vive intorno”.

I “Miti d’acqua” ripresi dalle Metamorfosi di Ovidio torneranno il 17 giugno al Bosco urbano di Carpaneda, in provincia di Vicenza.

I fiumi, anche quelli, avvolgono le ninfe e non danno più respiro: sono le descrizioni impietose del Sulmonese per coloro che vi scorgono il compiacimento dell’orrore. Ma rivelano, a chi sa indagare i motivi psicologici del Vate, la pietas verso la vittima; la condanna dell’usurpatore, sia esso un dio qualsiasi o sia il sommo Giove. Oppure, mutatis mutandis, il sommo Augusto, se supera i limiti della morale per assecondare i dettati del potere. Se, per esempio, impone alla figlia nozze non volute e poi la condanna alla relegazione perenne perché non è stata fedele.

I “Miti d’acqua” sono stati ripresi dal Teatro Natura anche per narrare il delitto per il quale “la terra che lo nasconde non ha nessuna colpa”, secondo il racconto di Aretusa adattato al folle inquinamento del fiume Pescara. Sono quelle le “acque profonde e torbide”, simili all’”oscurità dell’inconscio”; quelle intorno alle quali una società si è interrogata nel processo per avvelenamento del sito di Bussi. Le rappresentazioni di Thiasos sono il materiale che libra Ovidio dalla sua stagione di cantore di teneri versi (quale definiva la sua esperienza) per proiettarlo verso l’essenza del grande progetto morale delle Metamorfosi.

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