EFFETTI DEL CORONAVIRUS E DELLA MISSION DEL GIORNALISMO
12 MARZO 2020 – E niente: quando una persona ha la missione di moralizzare la vita sociale e di imprimere la dirittura, non può essere distolta. Ed infatti Il Centro di oggi dà altro spazio a Federica Pantano, reduce dall’impegnativo inquadramento storico del mercato del mercoledì, perché miti sulmonesi ieri mattina, prima che “Giuseppi Conte” parlasse agli Italiani, si godevano il sole in Piazza Garibaldi, ben distanziati, in una giornata tipicamente primaverile che invitava a… godersi il sole.
La direttrice che dà la dirittura non si ferma a descrivere cose e persone, ma deve svolgere il suo compito, che al COGESA è di lodare il COGESA del quale dirige il giornale e sul Centro è quello di spernacchiare gente che non viola nessuna norma. La Montanelli sulmonese appunta che stavano a distanza, ma… che bisogno c’è di stare in piazza? E già: che bisogno c’è di stare in piazza? Nessuno, ma non è un delitto uscire fino a quando non viene vietato di uscire; mentre stare appiccicati a bere nei cosiddetti pub (che sono discoteche infernali, in locali non adatti), quello sì che trasmette il virus. Su quei giovani che violano così sfacciatamente gli inviti e le norme stabilite a tutela della salute pubblica Il Centro non manda nessun inviato e meno che meno la direttrice dà una dirittura: anzi si guarda bene dal fare un reportage… metti che qualcuno se la prenda a male. Meglio quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino, come canterebbe De Andrè, perché quando una ha la penna del moralismo ed estende la mission dal COGESA a Piazza Maggiore nessuno la può giudicare, nemmeno tu.






