PAZIENZA, SARA’ PER I PROSSIMI MILLENNI

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NULLA DI SPECIALE PER IL CENTENARIO DELLA STATUA A OVIDIO – MA NON E’ STATO COSI’ ANCHE PER IL BIMILLENARIO?

I MAGGIO 2025 – Fu Gabriele D’Annunzio in persona a complimentarsi con il cav. Nicola Grilli per l’idea di fare una copia del monumento a Ovidio e sistemarla in Piazza XX Settembre, nella sua città natale. Quello che i Pratolani dicono dei Sulmontini, che, cioè, debbono sempre aspettare che siano gli altri ad andare avanti, valse ancor di più per la statua celebrativa del Vate, che fu collocata sul finire dell’800 a Costanza. Non elaborarono neppure una idea propria, perchè la figura di Ovidio pensoso non si confaceva tanto alla gioiosa esistenza del Sulmonese in quella che lui chiamava (insieme a molti altri Latini) l’Ausonia, cioè la penisola italica.

L’Ovidio meditabondo, con il capo chino e lo stilo inutile, bloccato dall’angoscia della relegazione, non è quello dei divertenti racconti delle Metamorfosi, o dei consigli alle giovani donne per conservarsi belle. E in cent’anni, tanti ne sono passati dall’inaugurazione del 30 aprile 1925 davanti al Re, non c’è stato un bozzetto che suggerisse di fondere un’altra statua tutta sulmonese. Ma per Ovidio è così: c’è sempre tempo che altri lo ricordino adeguatamente, perchè lui attraversa i secoli e i millenni ed è molto probabile che, prima o poi, i Sulmonesi si ricordino del loro vero concittadino.

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