PER MATTIOCCO IL GIORNO DEL SIGILLO

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3 SETTEMBRE 2022 – Ieri il consiglio comunale ha conferito al dott. Ezio Mattiocco il “Sigillo di Ladislao”, la più alta onorificenza sulmonese.

Mattiocco ha letto, classificato, raccolto, scritto molto sulla storia e l’archeologia peligna; è un divulgatore di notizie, rinvenimenti, nuove interpretazioni; ha amato ed ama la sua città e lo lascia trasparire nei molti testi che segnano il suo percorso negli ultimi sessant’anni, con il grande merito di non sposare una tesi solo perché più affascinante di un’altra, di non privilegiare uno studio solo perché più organico al proprio disegno, di non valorizzare una persona solo perché più simpatica. Cioè ha avuto il merito di sprovincializzare gli studi di storia locale.

Se solo si fosse fermato a “Sulmona nell’Ottocento” presentato al Teatro nel 1968, o a “Sulmona ieri”, avrebbe già reso un servizio impareggiabile alla città che lo ha accolto dall’Alto Sangro e che gli ha fornito enorme materiale di studio. Con quei testi ha avvicinato anche i più diffidenti alle “curiose cose” di un mondo che non è più vecchio di centotrenta anni, ma sembra lontanissimo; che sembra si sia stato animato in posti diversi, irriconoscibili, in società che, rispetto a quella di oggi, si collocano nel paleolitico (e certo con molti punti in più nella classifica della vivibilità di un “Sole 24 ore” dell’Ottocento). La Storia di Mattiocco, in questo senso, non è nostalgia, ma sprone per immaginare che un altro modo di vivere e di progettare è possibile, perché c’è stato e reca le proprie immagini, non descrizioni auliche.

Poi Mattiocco ha scritto molto altro. Ma, come per ogni macchina potente, è il rumore dell’avvìo che fa la differenza.