MA SOLO SE NON DANNEGGIA GLI INTERESSI DI L’AQUILA E CHIETI
17 dicembre 2016 – La sen. Stefania Pezzopane, rilasciando una dichiarazione dopo l’incontro alla Regione per articolare una strategia di salvataggio dei quattro tribunali abruzzesi soppressi per legge, ha detto che si può mettere mano ad una ulteriore proroga. Ha aggiunto che “occorre anche garantire la funzionalità dei tribunale di L’Aquila e di Chieti”.
Quando viene in Abruzzo nei rari intervalli delle apparizioni televisive nelle quali si parla di cose un po’ diverse dalla politica, Stefania Pezzopane cerca di chiarire che, se proprio bisogna parlare di proroga dei tribunali soppressi, bisogna farlo nella prospettiva di considerare le esigenze di L’Aquila e di Chieti. Che anteponesse interessi di bottega non lo abbiamo mai dubitato; anzi ci siamo meravigliati di quelli che l’hanno invocata anche quest’anno nelle elezioni amministrative di Sulmona, sebbene poi l’abbiano lasciata ai piedi del palco in Piazza XX Settembre, come ha fatto Bruno Di Masci per non dispiacere alla componente ex forzista del suo gruppo. Una nemica della città non la si dovrebbe considerare proprio, perché poi dimostra quello che è: l’aquilana che cerca di schiacciare Sulmona per sopravvivere e prendere applausi a L’Aquila.
La subdola dichiarazione della senatrice deve essere sfuggita nel suo senso reale anche ai molti avvocati presenti a quella sceneggiata in Regione: in un contesto nel quale si parlava di iniziative per sottrarre i tribunali alla soppressione e la sen. Chiavaroli parlava di leggi da approvare per escludere i tribunali abruzzesi dalla eliminazione generalizzata, Pezzopane ha parlato solo di proroga. E ha detto (sempre nel quadro di garantire i primari interessi di L’Aquila e Chieti) che per una proroga occorre attrezzarsi.
La proroga se la tenga lei.
Sulmona non è fatta per le agonie, sebbene in questo senso si battano ancora sconsideratamente molti sedicenti salvatori. La legge che andrebbe approvata per correggere l’errore commesso da Berlusconi, Bersani e quasi tutto il Parlamento, con la pistola puntata dell’Associazione Nazionale Magistrati e dell’Europa (“lo vuole l’Europa” dicevano i falsi e bugiardi), deve introdurre soluzioni definitive, perché ognuno si organizzi per il suo futuro. E se questo futuro deve essere la soppressione, non è consentito a nessuno, tanto meno a Stefania Pezzopane, di lucrare consensi elettorali con la truffa delle promesse di proroga. Sappiamo che sono in molti a comportarsi da pecoroni e torneranno a votare queste persone pure se sopprimeranno il Comune. Ma Sulmona può essere fatta anche da professionisti che sapranno misurarsi con i concorrenti dell’Aquila; non di miserabili che vanno a prostrarsi dal politico ciarlatano di turno.
Questa, se Pezzopane non la conosce, si chiama dignità; che è cosa diversa dal suo mettersi ai piedi del palco elettorale in Piazza XX Settembre dopo essere stata esclusa, ad applaudire pur di racimolare voti per le prossime Politiche.






