UN PASSO IMPORTANTE DI BENEDETTO XVI E UNA PICCOLA COINCIDENZA
21 NOVEMBRE 2012 – Può essere stata una coincidenza che a venti anni dalla scomparsa di Aldo Di Benedetto il foglio delle letture della Messa, celebrata in sua memoria alla Trinità da Don Vittorio D’Orazio, riporti nell’ultima pagina le parole del Papa Benedetto XVI sul significato dell’impegno per la città nella quale si vive.
Il Pontefice, riprendendo l’esempio di San Massimo (che era vescovo di Torino quando nel 398 si svolse il Sinodo dei Vescovi dell’Italia del Nord e della Gallia) affermava che i doveri del credente verso la propria città e la propria patria non sono mutati come si legge nella “Gaudium et spes”. La certezza di dover raggiungere una vita definitiva non deve escludere che nell’esperienza terrena il cristiano debba impegnarsi per la terra e per la città nelle quali vive. Al dott. Aldo Di Benedetto questa coincidenza sarebbe sembrata significativa, per tutte le cose che ha fatto e progettato, per i libri che ha scritto sulla Storia di Sulmona; ed avrebbe intravisto un segno di speranza nell’altra coincidenza di un paio di anni prima, quando proprio Benedetto XVI ha celebrato Messa a Sulmona a distanza di sette secoli da quella celebrata da Celestino V nella stessa città.







