Processo telemattico

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Toga e libri

SCONCERTANTE RESOCONTO AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA. E GLI AVVOCATI PAGANO L’ASSICURAZIONE DA “ERRORE FATALE”

7 MAGGIO 2015 – “La maggiore emergenza è l’inadeguatezza dell’assistenza affidata a operatori esterni i cui interventi sono spesso del tutto intempestivi e non risolutivi”;

“del tutto inadeguata è stata la formazione” di giudici e personale amministrativo; computer e stampanti sono “apparecchiature inefficienti e obsolete”.  Non sono parole di chi “rema contro” o dei “gufi” contro il processo telematico; sono frasi della settima commissione del Consiglio superiore della magistratura sul processo civile telematico, peraltro ritenuto “strumento irrinunciabile” (dipende dal risultato che persegue: se è quello di scardinare le ultime certezze nel diritto, è certamente irrinunciabile, nei modi nei quali viene gestito).

In questo quadro i tribunali sono costretti a navigare in una innovazione che sta dissipando risorse di tempo e  di professionalità degli utenti, in primo luogo di avvocati, che prima debbono inviare atti e documenti senza poter ottenere quasi mai nei tempi previsti la conferma del buon esito (adesso va di moda il responso “errore fatale” che appare sul computer evocando irreparabili dannazioni del cuore e della mente) e, poi, debbono sostenere anche gli adempimenti per il deposito dei fascicoli cartacei. Di recente, inoltre, è stata escogitata una assicurazione per l’insuccesso dei depositi telematici.