GIANLUCA GUIDI CANTA SINATRA MA RICORDA L’ARTISTA CHE “SVOLTO'” A SULMONA
3 NOVEMBRE 2025 – La “Prima” nazionale di “A me gli occhi” continua ad essere una pietra miliare del teatro sulmonese e Gianluca Guidi, che ha retto ieri sera un suo spettacolo di canzoni e artistiche divagazioni (alla maniera di Gigi Proietti, quindi) ha ricordato, sulla scena, quel passaggio importante per tutto il teatro italiano. Del resto, è stato proprio “Luigi Proietti” (“come ancora si chiamava quando venne a Sulmona e lo leggo da una delle locandine che stanno qui dietro”) a rilasciare una intervista al “Corriere della Sera” per confessare che la sua carriera di attore è cambiata, quel giugno 1976, al Teatro comunale di Sulmona, che ancora non era intitolato a Maria Caniglia. Con il garbo e l’eleganza di artista che interloquisce con i sentimenti più profondi, Gianluca Guidi ha ricordato proprio ieri sera che il 2 novembre di cinque anni fa il “Gigi Proietti” di tante opere teatrali moriva a Roma “e solo lui poteva morire nello stesso giorno della nascita con precisione nel numero tondo degli ottanta”.
Guidi ha anche ricordato le volte che la madre, Lauretta Masiero, ha recitato a Sulmona ed ha elogiato “chi conserva in modo tanto accurato questo magnifico teatro”, dove era stato l’ultima volta nel 1998. Le canzoni di Frank Sinatra, alle quali ha ispirato il suo spettacolo, non hanno assorbito tutto il tema del suo incontro con il “Caniglia”: un accenno allo scandalo delle guerre e degli stermini è venuto per gioco, quando ha detto che al casello di uscita della autostrada si rimane inquieti leggendo SCANNO POPOLI “ma adesso va di moda”. Non c’era solo il gusto della battuta, perché nel finale, poco prima di eseguire, con la voce e le inflessioni identiche del padre, “L’immensità” (provocando grande commozione tra il pubblico dei meno giovani), ha denunciato lo scandalo della forte riduzione dei fondi per il teatro (“ma anche per la sanità, che è più importante”) a favore delle spese per le armi (“Per impedire che la Russia invada la Romania. Ma perché la Russia dovrebbe invadere la Romania?”).
E Gigi Proietti 39 anni fa, su quelle stesse tavole di legno, non aveva tracciato un segmento della sua arte, che lo ha condotto con le invettive di Petrolini, di Belli e di Trilussa, in una galleria contro le nefandezze dei governi?






