“Ranalli cambia segretari come le camicie”

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27 GIUGNO 2014 – Prende una critica posizione sul cammino della giunta Ranalli il gruppo politico di “Sulmona bene in Comune”, che osserva come : “Dopo aver cambiato, in appena un anno, 4 segretari comunali e  svariati assessori, ora  il sindaco Ranalli si appresta a “rivoluzionare” la sua maggioranza.  In che modo non lo sappiamo,  ma di una cosa siamo certi: continuerà l’inattività dell’amministrazione che, bene che vada, riuscirà soltanto a “singhiozzare”.  Il sindaco, invece, proclama il rilancio dell’azione amministrativa. Un rilancio del niente, insomma. Considerato che finora è stato fatto poco o nulla.

E’ forse da considerare “rilancio” dell’Ospedale la realizzazione di un nuovo accesso alla struttura? – si chiedono ancora da “Sbic” -Preoccuparsi delle mura e non delle professionalità che Sulmona sta perdendo, perdita che ha già condannando a morte l’ospedale sulmonese? E’ forse più importante rinnovare la viabilità piuttosto che i primari? 

Il nuovo corso dell’amministrazione Ranalli passa forse nel voler proseguire il progetto, socialmente e pedagogicamente inaccettabile, di eliminare gli asili di quartiere per realizzare un unico edificio che accentrerà 300 bambini delle scuole materne? 

Il rilancio dell’amministrazione comunale passa forse per il proseguimento dei lavori per la costruzione del devastante e inutile ponte  di via Gorizia, iniziato dall’amministrazione Federico e così duramente criticato dallo stesso Ranalli quando era all’opposizione, paladino dell’Italia dei Valori? 

E le altre azioni previste nel  programma di mandato del Sindaco collimeranno o collideranno con quelle prospettate nei programmi di questa nuova, ipotetica, maggioranza? 

In un anno Ranalli è riuscito a portare avanti solo i progetti dell’amministrazione Federico (e non può considerarsi certo un merito), con una sconcertante continuità tra destra e sinistra e che ha, come  unico obiettivo, la realizzazione di opere inutili, se non dannose, per la città.

Cambiare si può. Anzi si deve. 

A cominciare dal modo i amministrare la città, sottraendola ai soliti giochi di potere di chi antepone i propri interessi a quelli della collettività”.