RESPINGERE L’AQUILA CHE CI INTOSSICA? “PARLIAMONE”

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LA “MORATORIA” PREVALE ANCHE SULLE DISPARITA’ DI PREZZI PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI E SULLA QUOTA DI “DIFFERENZIATA” STABILITA PER LEGGE – MA L’OPPOSIZIONE NON BATTE CIGLIO

13 GENNAIO 2023 – “L’Aquila conferisce rifiuti gravemente carenti nella differenziazione; la componente organica mette seriamente in difficoltà la tenuta dell’impianto di Noce Mattei, come ci ha fatto presente il dott. Gerardini” dice il sindaco Di Piero nella conferenza stampa tenuta all’aula consiliare del municipio (nella foto del titolo). Ma, alla nostra domanda su quando cesserà il conferimento dei rifiuti dall’Aquila, dice che “è in corso una interlocuzione con ASM” (in oggettiva sintonia con la sua storia) e che il 20 gennaio si terrà una riunione del “controllo analogo” del Cogesa; “riteniamo che nell’ambito di alcuni giorni si assumerà una decisione”. Aggiunge che il termine della convenzione con il Comune dell’Aquila “non è scaduto”, come invece avevamo prospettato nella domanda, in quanto “è in corso una moratoria fino alla metà del mese”; quindi è scaduto, perché in caso diverso non si potrebbe parlare di “moratoria”. Un inquilino che ha il contratto fino alla fine di gennaio, potrebbe ritenersi “in moratoria” oggi? Insomma, l’immondizia degli aquilani seguiterà ad arrivare anche dopo il 15 gennaio, di quale anno non si sa; sarà una moratoria estesa, non divisiva, in modo da non impedire l’”interlocuzione”. Soprattutto, aggiungiamo noi, perché l’opposizione in consiglio comunale non si sente neanche e i Fratelli d’Italia di Sulmona non possono andare in direzione ostinata e contraria rispetto ai Fratelli d’Italia dell’Aquila che hanno espresso Giorgia Meloni in parlamento.

Più chiare sono apparse le parole di sindaci di Pettorano, Carrara, di Pescocostanzo, Sciullo, e dell’assessore di Pratola Peligna, Leone, in rappresentanza della sindaca Di Nino. Carrara, oltre a soffermarsi sulla strampalata interpretazione che è stata data dell’ultima assemblea (alla quale hanno partecipato meno della maggioranza assoluta dei componenti), ha richiamato poche cose, ma essenziali: “Se la legge afferma che occorre pervenire ad una quota del 65% di raccolta differenziata, L’Aquila deve adeguarsi, perché non è un suggerimento, ma è una legge. E non può pensare lontanamente di pagare il conferimento di rifiuti meno di quanto lo pagano Sulmona e gli altri Comuni. Senza fare battaglie campanilistiche, da queste priorità non ci discosteremo”. E Sciullo, da parte sua, ha rimarcato che i 41 sindaci che hanno chiesto le dimissioni di Gerardini hanno “parlato di numeri di partecipanti all’assemblea; di funzioni del controllo analogo ed altro, ma non hanno parlato di rifiuti, cioè del tema che deve riguardarci tutti. Pescocostanzo ha manifestato un fermo contrasto alla politica del Cogesa degli anni passati, quando la società sembrava la locomotiva di Guccini lanciata a folle velocità contro un muro. Ora il Comune di Pescocostanzo ritiene che ci si debba affidare a mani esperte nel settore dei rifiuti; e che lo si debba fare senza indugi”.

C’è solo da sperare che, durante la “moratoria”, il dott. Gerardini raccolga quanto più materiale per consentire alla magistratura penale e a quella contabile di capire come e perché una società macini passivi milionari e al tempo stesso distrugga un territorio; e perché il Comune che conferisce di più “indifferenziato”, cioè L’Aquila, possa seguitare a farlo anche se è scaduta la convenzione e a un prezzo inferiore rispetto a quello che paga, per esempio, Sulmona, che sopporta nel suo territorio le “emissioni odorigene”.

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