“CONTRO IL COGESA FACCIO LA RIVOLUZIONE MA OGGI NO, DOMANI FORSE, DOPODOMANI SICURAMENTE”

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IL VASTO PROGRAMMA DEL SINDACO PER IL CAMBIO DI GOVERNANCE E IL COMUNICATO CONGIUNTO CON CHI RAPPRESENTA UNA PULVISCOLARE PARTE DELLA CITTADINANZA

17 DICEMBRE 2022 – Il Comune informa che mercoledì scorso si è svolta una riunione tra “rappresentanti della Giunta Comunale e il Comitato Morrone Sulmona Valle Peligna” e che questa riunione ha avuto per oggetto le “vicende riguardanti il Cogesa”. Il Sindaco, gli Assessori e “alcuni rappresentanti della maggioranza” hanno espresso la piena solidarietà “alla lotta che i cittadini stanno sostenendo contro la cattiva gestione dell’impianto e hanno illustrato le condizioni di grave precarietà finanziaria in cui versa la società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti, facendo presente che il Consiglio di Amministrazione del Cogesa, in occasione dell’assemblea del giorno 12/12 u.s., ha assunto l’impegno di presentare la proprie dimissioni a seguito del venir meno della fiducia di una parte consistente della compagine sociale”. C’è in vista una “diversa politica dei rifiuti”. Il Comitato, da parte sua, ha confermato il disagio di stare da anni sotto il cattivo odore “ultimamente accentuato dai frequenti incendi in discarica” e di vivere l’allarme che viene dall’inquinamento delle acque del sottosuolo.

Il Sindaco “ha evidenziato la necessità di uno studio epidemiologico al fine di verificare l’eventuale correlazione tra la presenza dell’impianto/discarica ed eventuali specifiche patologie”.

Al termine giunta e comitato si sono trovati d’accordo sulla necessità di una “nuova governance tecnico-amministrativa, capace, attraverso una visione rivoluzionaria e innovativa, di attuare politiche sui rifiuti in linea con le direttive europee e rispettose di un territorio che ha nel suo contesto ambientale un valore di bellezza e vivibilità irrinunciabili”.

Il Comune ha fatto poi sapere che nella causa contro il Cogesa , l’ex amministratore unico nel suo genere Vincenzo Margiotta e altri “la legittimazione a costituirsi parte civile per i reati ambientali compete esclusivamente allo Stato”. Se prima della prossima udienza “emergessero reati inerenti alla tutela della salute pubblica (“per la quale il Sindaco ha specifica legittimazione”) si potrebbe costituire anche l’amministrazione comunale. “Va, comunque, precisato che il Comune ha facoltà di esercitare l’azione civile in sede penale, ai sensi dell’art. 2043 c.c., al fine di far valere un danno patrimoniale o non patrimoniale di altra natura, ossia derivante dalla lesione di interessi locali specifici e differenziati”.

Due sono gli aspetti comici di questo frullato di supercazzole, dispensato al termine della riunione. Emerge che la “governance” del Cogesa è inadeguata, ma è brutto non farle fare il Natale e disturbarla proprio quando sta per stappare lo spumante del nuovo anno; anzi sindaco e assessori sono animati addirittura da propositi “rivoluzionari”, ma, come diceva Giorgio Gaber, “la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente”. L’altro lato comico riguarda la politica di questo “Comitato”, che sente la puzza, è angosciato dall’acqua che forse inquina il sottosuolo (e anche un po’ il soprasuolo), ma confida sullo “studio epidemiologico” pure se il sindaco, che si è impegnato a farlo effettuare, non ha fissato neanche un termine ipotetico: dieci anni, un anno, un mese. Anche qui, secondo la natura democristiana di Gianfranco Di Piero, lo studio epidemiologico “oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente”. Sembra di sentire il dibattito sulla azienda municipalizzata ai tempi del sindaco Paolo Di Bartolomeo, che almeno, intanto che i socialisti si decidessero a fare un nome per la presidenza, faceva funzionare a perfezione il servizio della raccolta dei rifiuti (con la “Pastorino”, mai lodata abbastanza) e quello dei trasporti (con gli autobus che viaggiavano stracarichi e che arrivavano puntuali all’ospedale anche se alla stazione dovevano aspettare cinque minuti i passeggeri del treno in ritardo). Basta vedere come è ridotta la raccolta dell’immondizia e qual è il servizio di trasporti per verificare che Di Piero dei democristiani ha preso il peggio.

Dopo gli aspetti comici, va anche detto che il sindaco sbaglia genere, numero e caso a relazionarsi solo con il sedicente “Comitato Morrone Sulmona Valle Peligna”. O parla con un comitato delle Marane, per quello che può valere, oppure, se parla con un comitato che vuole rappresentare anche la Valle Peligna (tanto è vero che ne spende il nome), non può limitarsi a parlare con persone che prima strillano e piangono e poi sottoscrivono che va bene rinviare e magari adottare “le necessarie, conseguenti iniziative mirate a garantire alla Società una nuova “governance” (letteralmente nel comunicato congiunto), che è pure peggio della rivoluzione “oggi no, domani forse, etc.”) Diversamente, domani costituiamo un “Comitato Morrone Sulmona Valle Peligna Abruzzo Italia Europa e chi più ne ha più ne metta” e citiamo in giudizio il Sindaco per le molteplici violazioni penali che realizza rimanendo con la testa sotto terra come gli struzzi. Un Comitato fatto non solo degli abitanti delle Marane, perché pericoli e danni sono anche di tutti i cittadini che stanno a poco più di due chilometri in linea d’aria dai nauseabondi effluvi della discarica e dell’impianto di Noce Mattei e il sindaco deve impedire che questo si verifichi. Senza proclamare programmi rivoluzionari e senza badare agli impegni per la “promozione di attività di divulgazione e sensibilizzazione in merito alla tematica dei rifiuti”, che è un’altra presa per il culo che leggiamo nel comunicato congiunto, vedremo se una persona può ambire a fare il sindaco e poi, una volta eletto, adottare la politica del rinvio e la tecnica del pelouche discettando sui casi nei quali il Comune può costituirsi parte civile e decidere di farlo quando è già uscita la sentenza.

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