ULTIME COPIE PER UN VASCHIONE ANDATO A RUBA SENZA FINANZIAMENTI DELLA FONDAZIONE CARISPAQ E DI TINTORETTO
23 AGOSTO 2019 – Per la calda e cordiale richiesta che gli edicolanti di Piazza XX Settembre e Piazza del Carmine hanno formulato, le ultime copie del “Vaschione” cartaceo sono state aggiunte in quelle edicole e quindi, chi avesse perso il numero con gli inserti su Ovidio e sulla Banca di Pratola e con le notizie sui Principi di Sulmona e l’indulgenza plenaria, i rifiuti che ci provocheranno una mutazione genetica (sembrava una nostra esagerazione, ma le notizie delle ultime ore delineano un panorama peggiore), le cause al tribunale rinviate per mille scuse, l’Alfa Romeo chiamata “Cinquemiglia”, l’isola pedonale del piffero mentre gli esercizi e le abitazioni del centro storico vengono lasciati senza incentivi fiscali e finanche senza vigilanza, si può procurare una preziosa copia delle sedici pagine tutte a colori e tutte gratis, senza contributi della Fondazione Carispaq (e ovviamente della Banca di Pratola perchè ne parliamo non da soci, che pure siamo da 42 anni, ma da osservatori, scrivendo anche cose che non saranno piaciute a dirigenti avventurieri di qualche decennio fa o a “imprenditori” che parlano a vanvera nelle assemblee) o del Comune o della Giostra o della Legge per il bimillenario ovidiano Pezzopane-Pelino (poi l’inciucio sarebbe quello 5Stelle-Dem…).
Insomma un numero pirotecnico per chi vuole essere informato a fondo e che potrà essere tramandato anche ai figli, ai quali, più che un posto al COGESA o al call-center , bisognerebbe garantire i mezzi per capire chi li amministra e, nell’eventualità, per salvarsi andando all’estero.
Ma mentre scriviamo anche quelle altre cento copie saranno andate a ruba, nè conviene una ristampa; forse già da settembre saremo in edicola, per riportare gli articoli del web nei quali ci chiediamo come sia possibile che nel Comitato promotore delle manifestazioni per il bimillenario ovidiano aleggi ancora odore di aglio sulla testa del Poeta. E cento altre cose che urticano i “mecenati con le fondazioni degli altri” (secondo la definizione della quale invochiamo il copyright), ai quali non abbiamo chiesto neppure un euro.
Ultima avvertenza: copie abbiamo portato anche al Bar Di Marzio, per la cortesia con la quale le propone ai molti turisti e per il piacere, anche per i Sulmonesi, di sfogliare il mondo sconfinato di Ovidio gustando un ottimo caffè.






