SALVINI LIQUIDA CON UN GRUGNITO LA ROMA-PESCARA

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IMPROVVISO OSTACOLO QUANDO IL PNRR DETTA TEMPISTICHE RIDOTTEE LA NOTIZIA E’ CHE IL MINISTRO SI APPROPRIA DI UN TERMINE DI ENNIO FLAIANO, OVVIAMENTE PER ESPRIMERE UN CONCETTO CHE NON C’ENTRA NIENTE

3 DICEMBRE 2022 – La sen. Gabriella Di Girolamo reagisce con fermezza alle perplessità manifestate dal ministro Salvini per l’investimento del PNRR sulla linea ferroviaria Roma-Pescara, che giudica “tra i segnali poco rassicuranti della sua prima audizione”. Di Girolamo riferisce di essere “già in contatto con il commissario straordinario dell’opera, ing. Macello, per supportare e velocizzare  l’incontro chiestogli dai Sindaci di Sulmona, Avezzano e Tagliacozzo, volto ad avere lumi su l’attuale stato dei lavori e chiarezza su quello che oggi è uno strumento di  primaria importanza sul quale vengono riposte le speranze di una ripresa economica del territorio”.

Secondo il ministro della Infrastrutture non si può mettere mano celermente a finanziare con il PNRR la ferrovia Roma-Pescara, perché c’è bisogno di un “surplus di riflessione”. Quando un leghista deve esprimere il proprio contrasto, lo fa sempre in termini criptici, evitanti, che stanno tra il rutto e il grugnito, così che l’avversario abbia anche lo svantaggio di dover prima interpretare. “Supplemento” è il termine che Salvini avrebbe potuto usare anche per testimoniare lo spirito di sovranismo… linguistico. “Surplus” è un termine usato per la prima volta da Ennio Flaiano nel 1948, in “Ombre fatte a macchina”, come incasella il De Mauro nel “Dizionario dell’uso”, UTET, VI volume. E non è proprio quello che Salvini può collegare al contesto in questione. Infatti vuol dire “ciò che rimane a disposizione perché non utilizzato, eccedenza, giacenza”. Come possa una riflessione “giacere” e come possa addirittura eccedere, “restare in quanto non utilizzata” se deve ancora essere compiuta, è aspetto che dovrebbero chiarire i maestri che hanno tenuto a lezione Salvini alle elementari e non l’hanno fermato alla prima. La notizia, a voler essere faceti, è che Salvini si appropria di un termine di Flaiano. E lo fa per sostenere un concetto diverso da quello che grosso modo, anche senza grugnito, si sarebbe potuto capire per il solo fatto che la Roma-Pescara sta al di sotto di Bologna e, quindi, per la Lega è uno spreco anche solo tenerla attiva con il percorso di 150 anni fa, circa.

Accade, quindi, che un leader perdente, in caduta libera nei consensi, come Salvini, possa improvvisamente mettersi di traverso pur se i tempi per il PNRR non consentono indugi. La “melina” è pratica levantina che ottiene il risultato per il semplice trascorrere del tempo, senza nessun apporto di intelligenza. Accade, ancora, che un presidente di giunta regionale non dica niente sul punto, nonostante abbia detto prima che la linea ferroviaria è strategica e si sia pure intrappolato da solo nelle pelose contese del raddoppio del binario verso Pescara, incompatibile con una realtà urbana ormai difficilmente modificabile se non con l’uso delle ruspe a gògò. Marsilio è succube delle aspirazioni dell’Aquila, quindi del suo sodale sindaco Biondi, che non accetterà mai una rettifica della Roma-Pescara, perché vuole sostituirla in gran parte con  la Poggio Mirteto-Rieti, oppure, quanto meno, con la Tagliacozzo-L’Aquila-bretella di San Rufino-Pescara. Per questo il PNRR deve scaricare come zavorra la Roma-Pescara, che fu progettata e approvata da saggi politici ottocenteschi e potrebbe essere ammodernata. Il guaio di questi partiti che ruotano sulla figura di un uomo solo al comando è che, comunque, quell’uomo porta quei voti, pur verso il tramonto, ma di più rispetto al niente che prenderebbero i suoi vassalli senza di lui. E nessuno ardisce ad esprimere una critica, che fosse anche solo un grugnito, perfettamente interpretabile dai compagni e senza alcuna raffinata etimologia flaianea. Questa prassi consente ai vassalli di non impegnarsi neanche in campagna elettorale e, al tempo stesso, risultare eletti solo per l’espressione di fedeltà assicurata al capo. Avete mai considerato quali potrebbero essere il ruolo e l’immagine di nullità politiche come D’Eramo se non si reggessero sulle stampelle di marca salviniana? Lo stesso, identico ambiente si respira in Fratelli d’Italia, dove sono tutti per una e una per tutti.

Come si può pensare che in un panorama del genere la Roma-Pescara venga rettificata o anche solo ammodernata? Speriamo che un risultato venga dalla iniziativa della sen. Di Girolamo, anche se è un percorso in salita.

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